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Crolla eBay: nubi nere sulla trimestrale

La trimestrale eBay risponde sostanzialmente a quelle che erano le attese degli analisti, ma per il futuro c'è invece molto pessimismo. Il marketplace per la prima volta vede vendere meno prodotti rispetto al trimestre precedente. Bene Skype e PayPal

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13 punti percentuali di ribasso nell’ultima seduta, ulteriori 3 punti percentuali di calo durante il mercato after-hour. Se qualcuno si chiedeva quali avrebbero potuto essere gli effetti concreti della crisi finanziaria sul mercato, la trimestrale eBay ha offerto molte e significative risposte. Torna il pessimismo, con il Nasdaq ancora una volta a picco, e la situazione non fa sconti soprattutto ad un eBay che da inizio 2008 ha perso ben il 48% del proprio valore.

Se i numeri (pdf) sono migliori rispetto alla trimestrale di 12 mesi fa è solo perchè è passato esattamente un anno da quanto venne ufficializzato il “mea culpa” per la quotazione con cui Skype era stato pagato ai tempi dell’acquisizione (cosa che venne pesantemente scontata sulla trimestrale di cassa). Il trimestre si chiude con un introito netto di 492 milioni di dollari: erano 935 i milioni di perdita un anno prima. Ma sono soprattutto le prospettive future a pesare sul gruppo: se l’ultimo anno si era chiuso con un complessivo di 2.18 miliardi di entrate, per l’anno in corso le prospettive non superano il range 2.02/2.17 e addirittura nell’ultimo trimestre il valore dei beni venduti sul marketplace per la prima volta è sceso (1% in meno rispetto al trimestre precedente, risultato senza precedenti: un anno fa la crescita era del 14%).

John Donahoe, Presidente e CEO del gruppo, guarda in positivo fotografando innanzitutto le buone performance del recente passato. Secondo gli analisti, però, i fondamentali del marketplace sono in depauperamento continuo. Il gruppo si è trovato a far fronte ad una certa confusione nelle strategie, il che ha messo i grandi venditori in posizione antitetica rispetto al gruppo: invece di utili sinergie, tra le parti ne è nata una situazione conflittuale che ha determinato ulteriori esborsi, ulteriore sfiducia e pesanti rallentamenti nella crescita. La crisi finanziaria ha fatto il resto, giungendo sulla trimestrale a stroncare i bilanci di un gruppo che, uscito indenne dallo scoppio della bolla, rivede nell’oggi le difficoltà di allora.

La fortuna, ancora una volta, giunge dalle attività “collaterali” del gruppo: PayPal e Skype. Nonostante le mille polemiche sulla mancata integrazione tra le parti, i due bracci dell’azienda dimostrano una struttura sana ed una piena salute: PayPal cresce del 26% portando il proprio introito netto a 597 milioni di dollari; Skype cresce del 46% e si trova 143 milioni di netto oltre a 32 milioni di utenti aggiuntivi.

La trimestrale risponde sostanzialmente a quelle che erano le (basse) attese del momento. Il futuro, invece, è una sorta di tetro mistero, soprattutto alla luce del periodo natalizio in arrivo. Nell’incertezza generale, e sulla solida base dei numeri messi a bilancio, gli investitori preferiscono vendere, in attesa di momenti migliori.