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Timori e certezze nel VoIP

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Nella mia attività di consulente, mi capita spesso di essere interrogato in merito all’opportunità di sostituire completamente il centralino tradizionale con un centralino VoIP. Le domande sono quasi sempre preoccupate del fatto che una struttura interamente VoIP non risulti affidabile quanto il “sicuro” centralino che le aziende hanno già in casa.

Altre volte abbiamo avuto modo di dire come negli Stati Uniti ormai questo tipo di perplessità siano abbondantemente superate. Dall’altra parte, se un colosso come Microsoft ha pensato di inaugurare il suo primo Competence Center sul VoIP del mondo proprio nel nostro Paese, a Roma, vuol dire che anche da noi le possibilità di crescita ci sono e sono concrete.

È utile, per rendersi conto di quali siano le reali potenzialità del VoIP nelle sue applicazioni reali riportare il caso pubblicato qualche mese fa dall’edizione inglese di NetworkWorld. In quell’interessante articolo Larry Hettick, un analista dell’esperienza ventennale che da un decennio si occupa di VoIP racconta il caso di Towerstream, una società che si occupa di Internet via WiMax.

Per migliorare i propri servizi alla clientela, la Towerstream ha convertito il proprio call center PBX in un call center VoIP affidandosi alla Dimension Data. Il risultato di questa operazione? Ogni operatore gestisce il 30% delle chiamate in più e le bollette del telefono sono passate da 25.000 dollari a 8.000 dollari al mese.

Insomma, man a mano che la tecnologia VoIP si evolve i motivi per sfruttarla in azienda si moltiplicano ed è giusto che i timori cedano il passo alla voglia di applicare tecnologie che migliorano la qualità del business e che riducono i costi della telefonia.