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Pochi PC e poche risorse, la banda larga italiana è sempre ultima

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Ci risiamo, il settore della banda larga italiana è nuovamente messo sotto inchiesta questa volta da uno studio commissionato da Agcom alla Between-Osservatorio Banda Larga. Perché siamo così in ritardo rispetto all’Europa? Quali sono i nostri principali problemi?

Il rapporto di questo studio evidenza principalmente due cause, che sottovoce definirei non sconvolgenti, perché in un certo modo non rappresentano certamente una novità, visto che di questo problema se ne parla periodicamente.

Il primo punto evidenziato è la scarsa diffusione dei PC nel nostro Paese. Si evidenzia come il 50% della popolazione italiana non dispone di un computer in casa. Pochi computer uguale poco uso della banda larga e quindi bassa diffusione dei servizi di ultima generazione.

Altro problema grave, la scarsità dei fondi. C’è urgenza nel realizzare la nuova rete di seconda generazione, ma al momento con la crisi finanziaria mondiale, non ci sono fondi. Quindi da questo punto di vista, nonostante la volontà del Governo di avviare il processo per la realizzazione di una nuova rete, non possiamo aspettarci grossi miracoli.

Il tutto è condito dalla solita differenza tra Nord e Sud Italia. Le zone coperte dai servizi a banda larga sono ovviamente dislocate maggiormente al Nord e nelle grandi città. Stesso discorso per l’uso del PC.

Fatte le debite proporzioni ci si accorge che il problema è doppio. Se c’è una Italia che tutto sommato usa e sfrutta bene la banda larga, in attesa comunque della vera rivoluzione digitale, c’è ne è un’altra che neanche sa cosa sia l’ADSL.

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