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Nessuna speculazione dietro l’infarto di Jobs

La falsa notizia sull'infarto di Steve Jobs fu diffusa da un diciottenne interessato a compiere una burla più che ad avviare una speculazione in borsa sul titolo di Apple. La SEC non avrebbe trovato alcun collegamento tra il giovane e gli speculatori

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Dopo aver appreso di essere morto, alcune settimane fa Steve Jobs scoprì di essere stato anche vittima di un infarto. La notizia, diffusa attraverso il canale di citizen journalism iReport della CNN, fece in pochi minuti il giro del mondo attraverso le principali agenzie di stampa per poi essere rapidamente smentita da Apple. Chiarito l’equivoco, alcuni analisti ventilarono la possibilità che la bufala fosse stata diffusa per consentire alcune manovre speculative in borsa, ma l’identificazione del ragazzo diciottenne autore della burla sembra ormai allontanare questa ipotesi.

Stando alle informazioni fornite da Bloomberg, gli inquirenti avrebbero infatti identificato l’utente che attraverso iReport diffuse la falsa notizia dell’attacco cardiaco di Steve Jobs. L’indagine è a carico della Securities and Exchange Commission (SEC), la commissione incaricata di vigilare sui movimenti di borsa, interessata a fare piena luce sulla vicenda che agli inizi di ottobre costò circa il 5,4% del valore azionario di Apple. L’investigazione è ancora in corso, ma alcune fonti vicine agli inquirenti avrebbero confermato l’attuale assenza di collegamenti diretti tra il ragazzo autore della bufala e i soggetti che approfittarono della situazione speculando in borsa sul titolo Apple.

Attraverso iReport, il canale della CNN dedicato all’informazione diretta da parte dei cittadini, il diciottenne pubblicò poche righe dando notizia dell’infarto di Jobs e del suo rapido ricovero in ospedale per superare la crisi. La falsa informazione scatenò il panico sui mercati, facendo sprofondare il titolo Apple fino a quota -9 punti percentuali, per poi risollevarsi rapidamente in seguito alla smentita ufficiale proveniente da Cupertino. Una bufala che diede vita a non poche polemiche nei confronti della CNN e del suo sistema per il citizen journalism.

A distanza di alcune settimane dall’accaduto, la CNN continua a difendere il suo iReport, ricordando che sul sito Web dedicato alle notizie fornite dagli utenti viene chiaramente indicata la possibilità di informazioni non corrispondenti al vero. Il sistema, infatti, non subisce alcuna moderazione o filtro da parte della CNN. L’inventore del finto infarto di Steve Jobs ha così potuto inserire la sua bufala senza alcuna difficoltà su iReport, innescando il caos tra le agenzie di stampa e Wall Street per circa un’ora.

Le indagini della SEC per chiarire tutti i passaggi dell’inusuale vicenda continuano, ma se non dovessero emergere legami tra l’autore della falsa notizia e gli speculatori, difficilmente l’ente di controllo avrebbe la giurisdizione per procedere nei confronti del diciottenne. Altri soggetti, pubblici e privati, coinvolti nella vicenda potrebbero invece istituire nuove cause legali contro l’autore della bufala una volta acclarate con certezza le sue responsabilità.

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