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Apple e Google, sì al matrimonio omosessuale

Apple e Google hanno deciso di schierarsi pubblicamente, con tanto di importante impegno finanziario, contro la cosiddetta Prop 8, ovvero la norma che imporrebbe il matrimonio uomo/donna come l'unica forma d'unione accettata dalla legge in California

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Apple e Google stanno condividendo un particolare obiettivo (e non è, in questo caso, una sfida a Microsoft). A metà tra impegno sociale ed impegno politico, le due aziende hanno deciso di appoggiare pubblicamente la battaglia che sta sfidando quanti hanno intenzione di mettere al bando i matrimoni omosessuali in California. Il tutto non è peraltro posto in essere da semplici dichiarazioni, ma bensì sancito da una discesa in campo scritta ed ufficiale, con tanto di comunicato sui rispettivi siti web.

La sfida è stata lanciata contro la cosiddetta “Proposition 8“. Trattasi di una norma che, se approvata, imporrà il matrimonio tra un uomo ed una donna come unica possibile forma d’unione sul territorio della California. Verrebbero tagliate fuori, pertanto, tutte le coppie omosessuali che, grazie ad una sentenza dello scorso Maggio, erano state autorizzate a coronare i propri sentimenti in una unione accettata anche a livello legale. Fin dal 2000 la legge prevedeva la coppia uomo/donna come l’unica accettata dalla giurisprudenza, ma dopo la sentenza della Corte Suprema tutto è cambiato ed ora con la “Prop 8” si sta tentando di riportare in auge il veto.

Larry Page e Sergey Brin sono scesi in campo per primi: un post sul blog ufficiale di Google ha accomunato l’opinione dei due cofondatori del motore di ricerca portandoli peraltro a donare complessivamente 140 mila dollari al movimento contro la Proposition 8. Da parte di Google vengono indicate varie obiezioni alla proposta e la conclusione è del tutto chiara: «non si dovrebbe eliminare il diritto fondamentale di ognuno, qualunque sia il suo orientamento sessuale, a sposare la persona che si ama».

Del tutto chiara anche la posizione Apple in merito: il gruppo mette 100 mila dollari a disposizione del movimento “No on 8”, ponendo la questione anzitutto in termini aziendali. Il gruppo, infatti, confida massimo rispetto per l’omosessualità a partire dalle opportunità professionali, il che a maggior ragione si estende ai diritti fondamentali del privato ed alla sessualità. «Apple vede la cosa come un problema di diritto civile, non solo un problema politico». Il gruppo non offre un permalink per il proprio comunicato, il quale è comunque consultabile sul sito ufficiale Apple tra le “hotnews”.

Apple e Google sono state le prime aziende a schierarsi pubblicamente a favore del movimento contrario alla Prop 8 ed i fondi raccolti aiuteranno l’opera di lobby e di comunicazione che nei prossimi giorni tenterà di fare controinformazione ad alti livelli contro l’avversa proposta. Curioso è notare come la terza azienda a schierarsi contro la Prop 8 sia stata la Levi’s: proprio Levi’s ed Apple sono state citate da una recente indagine PlanetOut come due tra i marchi preferiti nella comunità omosessuale.