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Se ti multano di 1 euro per divieto di sosta, dove parcheggi la prossima volta?

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L’Antitrust ha deliberato una sanzione totale da 1,16 milioni di euro per pratiche commerciali scorrette nei confronti di cinque società di telecomunicazione tra cui Telecom Italia (315.000 euro), Vodafone Omnitel (285.000 euro), Wind (265.000 euro), H3G (180.000 euro) e Neomobile (150.000 euro).

Così Reuters. La multa sarebbe relativa a tutti quei maledetti servizi che vendono suonerie nascondendo tra le righe il fatto che ci si abbona ad un invio particolarmente oneroso e ripetuto nel tempo. Mai che siano chiare le condizioni di adesione. Mai.

In particolare veniva attribuita enfasi alla gratuità degli Sms e alla possibilità di ricevere una suoneria gratis, omettendo che si trattava di abbonamento a un servizio di ricezione di contenuti multimediali, riportato in una nota di carattere e grafica sproporzionate rispetto al messaggio pubblicitario.


Il valore delle multe non è certo destinato a cambiare il comportamento delle aziende sotto accusa (peraltro l’elenco risulta ancora incompleto, si spera che l’antitrust non abbia già iniziato a brindare e che continui invece alacremente il proprio lavoro): per dirla alla Quintarelli, per carpire il reale valore della multa lo si dovrebbe confrontare con una situazione alla portata, direttamente comprensibile. Dunque:

La solita persona che avesse guadagnato 30.000 euro/anno sarebbe stata sanzionata per 2,6 euro nel caso di H3G, 1,5 euro nel caso di Wind, 1,4 euro nel caso di Vodafone e 0,4 euro nel caso di Telecom Italia

Non è infatti la prima multa di questo tipo ad essere comminata, e ciò nonostante le pratiche scorrette continuano senza problemi. Un consiglio all’antitrust: se la patente a punti deve essere un principio accettato, allora si adoperi medesimo sistema per questo tipo di aziende. Così, come un improvvido autista che supera i 20 punti di penale concessi, ad un certo punto anche Telecom, Wind, Vodafone e compagnia bella rimarranno senza patente e saranno magari costrette a piangere una volta tanto i propri errori.