FIMI sul piede di guerra contro il bollino SIAE

La Federazione Industria Musicale Italiana ha bocciato senza mezze misure l’obbligo di apposizione del contrassegno SIAE sulle opere intellettuali. Secondo la FIMI, tale pratica sarebbe lesiva del libero mercato e in aperta contraddizione con le norme UE

Stando alle dichiarazioni della FIMI, la Commissione Europea avrebbe sollevato numerosi dubbi anche sui prodotti importati in Italia e vincolati all’apposizione del contrassegno SIAE. Tale pratica, infatti, potrebbe rivelarsi lesiva per la libera circolazione delle merci, poiché i prodotti intellettuali di provenienza europea introdotti sul suolo italiano non possono essere immessi in vendita prima della comprovata richiesta di autorizzazione presso la SIAE. Una pratica che generalmente richiede dai 10 ai 30 giorni, con evidenti ritardi per la commercializzazione dei prodotti.

«Alla luce di quanto sopra esposto emerge evidente che l’obbligo di apposizione del
contrassegno è del tutto illegittimo, inefficace ed ingiustamente gravoso. Esso deve pertanto
essere eliminato dal contesto normativo italiano» dichiara nell’audizione la FIMI. La Federazione sposta poi lo sguardo dal contesto europeo al quadro normativo italiano, richiamandosi a una recente sentenza della Corte di Cassazione che ha ritenuto applicabile la sanzione penale per la mancanza del contrassegno SIAE solamente ai produttori originali e non ai contraffattori. Una misura che secondo FIMI capovolgerebbe il senso e le finalità della normativa penale sul diritto d’autore rendendola controproducente.

Infine, la Federazione sottolinea come l‘apposizione obbligatoria del contrassegno SIAE contribuisca ad aumentare sensibilmente i costi di produzione. Per applicare o stampare il famoso bollino, le aziende produttrici sono costrette a modificare le loro linee produttive, differenziando sensibilmente la filiera per i prodotti destinati al mercato nazionale con bollino SIAE e i beni destinati al mercato estero, con un evidente aumento dei costi per la produzione.

Le conclusioni di FIMI sembrano non lasciare scampo: «FIMI ritiene che la previsione di un obbligo di contrassegnatura sia incompatibile con la normativa nazionale, comunitaria ed internazionale». Toccherà ora all’esecutivo valutare le istanze della Federazione anche alla luce delle posizioni assunte dalla SIAE.

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