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Ballmer stronca le speranze Yahoo

Steve Ballmer stronca anche le ultime speranze degli azionisti Yahoo: Microsoft non è intenzionata ad operare alcuna acquisizione. Si può, invece, trattare sul discorso del search advertising: un accordo potrebbe giovare ad entrambe le parti

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Una dichiarazione schietta e definitiva: a Steve Ballmer sono bastate poche parole, annegate in un contesto finanziario dalle tinte fosche, per affondare nuovamente il titolo Yahoo riportandolo sotto quota 10 dollari. Steve Ballmer è stato chiaro come non mai: il discorso sull’acquisizione è ormai definitivamente chiuso. Microsoft, insomma, si tiene i propri capitali ben stretti e Sunnyvale dovrà trovare un altro modo per risollevarsi. Per gli azionisti non poteva esserci notizia peggiore.

Nell’ultima seduta il titolo YHOO ha perso il 20% del proprio valore. Dopo l’abbandono di Jerry Yang si nutrivano le speranze di un nuovo avvicinamento da parte del gruppo di Redmond, il che avrebbe aperto ad un premio sul valore delle azioni e su un buono uscita che avrebbe permesso agli azionisti di liberarsi del fardello in dote. Il titolo valeva 18 dollari circa ad inizio anno; è salito alle stelle dopo l’offerta di 33 dollari da parte di Microsoft; si è sgretolato di fronte agli ostinati dinieghi alla transazione; è tornato a salire quando Yang s’è fatto da parte. Quando anche le speranze son venute meno, per gli azionisti è nuovamente ora di piangere sul latte versato.

Un lumicino, però, Ballmer lo tiene acceso. Sebbene l’acquisizione non sia più una ipotesi fattibile, rimane però uno spazio per un eventuale accordo sul search advertising. Tutto sommato, infatti, la cosa sarebbe nell’interesse di entrambi i gruppi: Microsoft intende portare pagine al proprio sistema pubblicitario, Yahoo vuole invece monetizzare il valore dei propri servizi e del proprio brand: si può fare.

Al momento le parti non si sarebbero ancora incontrate, ma l’apertura di Ballmer è del tutto significativa. Sebbene Microsoft possa facilmente condurre le trattative, Yahoo potrebbe venire incontro alle proposte della controparte con accondiscendenza. Per il gruppo si tratterebbe di qualcosa del tutto similare a quanto messo in cantiere con Google prima che le minacce dell’antitrust costringessero le parti ad un divorzio poco consensuale.

Una cosa sola appare dunque ormai certa: Ballmer non ha più intenzione di avvicinare Yahoo parlando di compravendite. L’accordo si può invece fare, ma Yahoo deve innanzitutto risolvere il problema della propria guida sostituendo il CEO uscente quanto prima possibile. Le occasioni perdute sembrano essere destinate ad una archiviazione definitiva, non resta che guardare alle ultime opportunità rimaste.

Perchè da qualche parte occorre pur ripartire. Magari ridendoci su.