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La pirateria è un sintomo, il male è altrove

Una lettera aperta, firmata da varie associazioni e gruppi, chiede che il Comitato Tecnico contro la pirateria possa analizzare non solo il fenomeno, ma anche la complessità del suo contesto. La lettera è stata inviata a Mauro Masi, a capo del Comitato

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I tempi del “Patto di Sanremo” sembrano ormai preistoria. Il dibattito è proseguito oltre, facendo tesoro delle iniziative infruttuose che nel frattempo hanno tentato di debellare la piaga della pirateria, ed il male è stato identificato in un sistema ben più ampio (comprendente la normativa sul diritto d’autore, ma non limitato ad essa). La specificità dell’«inidoneità dell’attuale quadro normativo» sembra essere nel mirino dei firmatari, i quali chiedono pertanto alle istituzioni di agire (una volta tanto) al di fuori delle emergenze e con un approccio maggiormente serio ed analitico sulla questione.

La lettera giunge, quindi, al nocciolo: una bocciatura immediata della bozza scaturita nei giorni scorsi (la cui paternità è stata attribuita alla SIAE, con relativa smentita). Si spiega nel nuovo documento: «In questa prospettiva soluzioni e principi enucleati nel disegno di legge pubblicato in Rete nei giorni scorsi ed attribuito alla SIAE non risultano condivisibili ed appaiono insuscettibili di garantire in modo efficace lo sviluppo e la promozione della cultura digitale nel nostro Paese, risultando, al contrario, idonee ad ostacolarla». Non c’è spazio, pertanto per quel testo. Prima delle firme, una serie di richieste: di qui Mauro Masi dovrà presumibilmente iniziare i propri lavori, perché è da una risposta alle istanze degli attori del mercato che può essere avviato un tavolo di lavoro realmente costruttivo.

Queste le richieste delle associazioni e dei gruppi firmatari:

  • «di voler rappresentare al Governo l’esigenza di modificare tempi e modalità di lavoro del Comitato tecnico antipirateria trasformandolo in un tavolo aperto sul più generale tema della circolazione dei prodotti culturali digitali per via telematica»;
  • «di invitare a partecipare a tale tavolo, per l’intera durata dei lavori, i rappresentanti delle associazioni di categoria e dei consumatori, il mondo dell’impresa, gli addetti ai lavori ed esperti della materia»;
  • «di commissionare ad enti ed istituti di ricerca super partes i citati studi sulle cause, gli effetti e le dimensioni del fenomeno della pirateria digitale e multimediale nonché sulle conseguenze che eventuali misure di enforcement potrebbero produrre sul terreno, ad esempio, della libertà di manifestazione del pensiero a mezzo Internet o, piuttosto, dell’esercizio, da parte dei cittadini, dei propri fondamentali diritti civili e politici per via telematica»;
  • «di coinvolgere nel processo di studio ed elaborazione di possibili soluzioni normative gli esperti che hanno sin qui presieduto il comitato permanente per il diritto d’autore nonché l’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni e quella Garante per la privacy ed il trattamento dei dati personali»;
  • «di pubblicare su piattaforma aperta tutti i documenti prodotti nel corso dei lavori del comitato, dando così opportuna trasparenza alla sua attività che concerne una materia di ampio interesse per cittadini ed imprese»;

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