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L’UE introduce le quote rosa nell’informatica

La Commissione Europea ha annunciato un accordo con Microsoft, Alcatel Lucent, Motorola ed altri gruppi per un maggiore impegno al fine di portare nel mondo dell'informatica una maggior rappresentanza femminile. Oggi solo 1 dipendente su 5 è donna

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L’Unione Europea ha intenzione di prendere a cuore con maggior serietà i problemi occupazionali delle donne, con riferimento particolare e specifico al mondo dell’informatica. Da sempre, infatti, il mondo dei pc è un mondo culturalmente maschile, sebbene ad oggi non sussistano barriere tali da impedire ad una donna di occuparsi di informatica e di avere successo nel campo. Eppure, spiega l’UE, «Se da un lato ci si aspetta che entro il 2010 mancheranno all’appello circa 300000 ingegneri qualificati, dall’altro le donne rappresentano meno di un informatico su cinque». Ed è questo il punto su cui l’Europa intende intervenire.

In gergo le donne impegnate nel mondo informatico vengono chiamate nel comunicato “cyberellas”. Da tempo la Commissione Europea si è impegnata (tramite l’iniziativa “shadowing” ed una serie di conferenze sul tema) a far pressioni al fine di ottenere una maggior rappresentanza femminile nel settore, ed il tutto sembra ora sfociare nell’attuale iniziativa: «Oggi cinque grandi compagnie europee e multinazionali del settore dell’informazione e delle telecomunicazioni, Alcatel-Lucent, Imec, Orange-France Telecom Group, Microsoft e Motorola, hanno firmato un codice di buone pratiche per le donne nel settore delle TIC, alla presenza della commissaria Reding. Questo è il risultato di una serie di trattative con l’industria avviate dalla commissaria in occasione della Giornata internazionale della donna del 2008».

In particolare, spiega l’UE nell’apposito comunicato, l’iniziativa prevede:

  • creazione di laboratori o club informatici per ragazze, attraverso i quali le giovani possono sviluppare una maggiore fiducia in se stesse nell’uso delle TIC creando siti Web, imparando le tecniche di missaggio di musica o allestendo riviste online. Alcune delle imprese che hanno sottoscritto il codice, IMEC, Motorola, Orange e Microsoft, hanno già attivato laboratori tecnologici e campi estivi tecnologici per ragazze. Questo tipo di club esiste già nel Regno Unito e in Germania;
  • programmi di tutoraggio durante il congedo di maternità, per aiutare le donne a tenersi aggiornate sugli ultimi sviluppi tecnologici durante il congedo parentale: questo tipo di programma è offerto ad esempio da Motorola;
  • aiuto concreto per conciliare la vita lavorativa con gli impegni familiari: la IMEC, ad esempio, offre già un orario di lavoro flessibile e il telelavoro;
  • forum e reti sulle tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni per le donne, che aiutano nella ricerca di lavoro, offrono consulenza e tutoraggio. Alcatel Lucent sta promuovendo un tipo di sostegno alla carriera per le donne dalle qualifiche elevate per aiutarle ad arrivare rapidamente ai vertici della carriera. Anche alla Microsoft e alla Motorola sono già in atto programmi per la promozione della dirigenza femminile;
  • fissazione di obiettivi per le assunzioni e le promozioni di personale femminile a tutti i livelli e monitoraggio del raggiungimento di tali obiettivi. La Orange, firmataria del codice, per favorire l’assunzione di personale femminile tiene aperti i termini per la presentazione di candidature finché non si sia presentata almeno una donna.

Commenta Viviane Reding, commissaria europea per le telecomunicazioni, da sempre vicina alla causa: «a firma di questo codice di buone pratiche costituisce solo un primo passo per rendere più attrattivo l’impiego nel settore delle tecnologie dell’informazione e delle telecomunicazioni per le donne. Mi complimento con le imprese che oggi dimostrano coraggio e convinzione impegnandosi a rispettare il codice di buone pratiche, che arricchirà senz’altro il settore delle TIC rendendolo più accessibile all’occupazione femminile […] Il settore delle telecomunicazioni, tuttavia, sta solo cominciando a rendersi conto dello spessore del problema e di quanto sia importante attirare l’occupazione femminile per far fronte alla scarsità di personale qualificato cui stiamo assistendo in Europa. Attualmente, la domanda di personale qualificato nelle tecnologie dell’informazione rappresenta in Belgio 10100 posti di lavoro, in Polonia 18300, in Italia 2800, in Francia 4300, in Spagna 41800 e in Germania addirittura 87800! Invito pertanto anche le altre imprese del settore a seguire quest’esempio e a firmare entro la fine dell’anno il codice a favore dell’occupazione delle donne nel campo delle tecnologie dell’informazione e delle telecomunicazioni».

Ed infine l’estremo obiettivo che farebbe da garanzia ad un futuro “roseo” del settore: «Oggi solo il 7% dei membri dei consigli di amministrazione delle principali 116 imprese TIC sono donne. Il nostro obiettivo è raddoppiare questa rappresentanza entro il 2015».

Interessante, in questo contesto, notare l’impegno Microsoft al fianco della Commissione Europea. Dopo anni di scontro, infatti, negli ultimi giorni si è concretizzato un nuovi clima che parte dalla lotta alla pedofilia, giunge alle quote rosa, ma passa anche per l’abolizione del fiduciario deputato al controllo del gruppo in tema Antitrust.

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