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Skype sarà quotato in Borsa

Entro la prima metà del 2010 Skype sarà quotato in borsa. L'annuncio arriva direttamente da eBay, ove si motiva la scelta dello spin-off con la necessità di massimizzare il valore di un gruppo che rappresenta ad oggi un forte business stand-alone

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ZDNet è la prima voce in disaccordo. Sebbene sia presto per giudicare, l’analisi di Larry Dignan sembra ancora credere nella veridicità delle intenzioni bellicose di Zennstrom e Friis. L’IPO, insomma, sarebbe semplicemente una contromossa da parte di eBay per spingere eventuali possibili acquirenti ad alzare l’offerta. L’IPO sarebbe infatti un’arena troppo pericolosa per chi intende far proprio il gruppo: il tutti contro tutti è una battaglia poco prevedibile ed il prezzo stesso potrebbe fluttuare sulla spinta di speculazioni o iniziative terze in grado di contrastare qualsivoglia scalata. ZDNet crede in questa ipotesi: l’IPO come estrema ratio per spingere Zennstrom e Friis a farsi avanti con maggior decisione e, soprattutto, con maggior generosità.

L’ipotesi ZDNet apporta anche una ulteriore argomentazione alla propria tesi: l’IPO cadrebbe in momento poco favorevole, il che sarebbe una scelta poco intelligente e molto rischiosa. Il servizio è infatti in forte crescita e la quotazione potrebbe non riflettere per intero il valore del gruppo (ipotesi in parte bislacca, però: basti pensare a ciò che ha significato l’IPO per Google, partito da 80 dollari per azione e salito oltre quota 700); inoltre il piccolo azionariato è al momento poco propenso agli investimenti in borsa, e questa in fase di quotazione è una verità da tenere in stretta considerazione: una quotazione in questa precisa congiuntura attirerà probabilmente un certo tipo di domanda, evitando conseguentemente una eccessiva frammentazione della proprietà (con tutto ciò che può conseguirne per le successive oscillazioni del prezzo). Se davvero il momento non fosse proficuo, analisi che occorre però lasciare agli analisti di borsa, allora sarebbe confermata la pressione operata sul mondo esterno ad eBay per costringere i gruppi interessati a mostrare le loro carte. Strategia sopraffina o lucida scelta priva di altarini nascosti?

La borsa, nel frattempo, un primo responso l’ha già restituito: nelle contrattazioni after-hour le azioni eBay sono cresciute di poco più di 3 punti percentuali rispondendo positivamente al nuovo spirito del gruppo il quale, dopo mesi in balìa del pessimismo, sembra voler riprendere in mano il pallino del gioco. Questa nuova intraprendenza è stata premiata, ma trattasi solo della prima mossa su di uno scacchiere oltremodo complesso e che di qui al 2010 potrebbe vedere concretizzata qualunque mossa.

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