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L’influenza suina tracciata su Google

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L’influenza suina sta attirando in questi giorni le attenzioni di tutto il mondo con pagine dei giornali e sezioni dei telegiornali interamente dedicate ad una delle epidemie potenzialmente più pericolose degli ultimi anni. L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce l’influenza suina come una malattia respiratoria acuta altamente contagiosa causata da diversi virus influenzali del tipo A.

I virus dell’influenza suina sono più comunemente quelli del sottotipo H1N1, anche se nel corso degli anni sono emerse altre varianti (ad esempio H1N1, H1N2, H3N2 e H3N1). I sintomi tipici si presentano sotto forma di influenza stagionale o di infezione acuta delle vie respiratorie e sfortunatamente la variante odierna è in grado di propagarsi da uomo ad uomo, cosa che sta inducendo preoccupazioni crescenti in tutto il mondo.

Ed è proprio l’insieme dei tanti servizi Web 2.0 offerti da Google che sta oggi guidando e aiutando i media nel seguire l’evoluzione di questa pandemia.

La prima analisi che il made in Google ci consente è quella che attraverso Google Trends ci fa vedere come questa crisi medica stia coinvolgendo gli utenti Internet fino ad ora in confronto ad altre precedenti crisi epidemiche, come quella della SARS cinese o dell’influenza aviaria. Con il confronto Google Trends possiamo immediatamente verificare l’impatto su Internet di queste tre crisi e vedere come quella attuale suina sia di grande intensità ma ancora nella primissime fasi della sua emergenza e per adesso chiaramente molto limitata nel tempo.

Google Docs (e in particolare la sezione sui Fogli di calcolo) è poi lo strumento che aiuta molti volontari a tenere aggiornata la lista dei casi di malattia e morti ufficialmente riconosciuti in vari paesi del mondo.

Ma è soprattutto la potenza e l’impatto visivo di Google Maps che dà il senso della vastità di questa epidemia che sta passando di paese in paese. Una prima utilissima mappa è stata stilata dal dottor Henry L Niman, PhD, che si occupa di ricerca biomedica presso l’Università di Pittsburg.

Niman si è di recente occupato proprio di virus e della loro rapida evoluzione in collaborazione con la Harvard Medical School ed è quindi un naturale ricercatore in prima fila in questa crisi. La mappa H1N1 Swine flu di Niman (già consultata oltre 83.000 volte) è aggiornatissima e riporta sia i casi sospetti (in rosa) che quelli confermati (in viola) assieme ai morti (senza puntino nel segnalatore). Per ciascuno dei punti riportati sulla mappa appaiono buoni dettagli incluse le azioni intraprese dalle autorità locali dopo la scoperta del contagio nella propria comunità. Molto interessante per noi è soprattutto il dettaglio sulla evoluzione dell’influenza suina in Europa

E se lo sforzo di uno scienziato sta portando frutti di rilievo non da meno è quello di una comunità di 4 volontari guidati da un ricercatore inglese e tre americani, che dal 25 aprile stanno tracciando ogni singolo caso che appare sulla stampa mondiale. La loro classificazione in categorie confermate, sospette, casi mortali, casi smentiti è molto efficace e la visualizzazione di tutti i paesi del mondo in un’unica vista utilissima. Con oltre 110 mila visite, questa mappa dà un’immediata idea dello stato della crisi influenza suina e aggiunge alla precedente anche utilissimi riferimenti e link alle fonti per ciascuno dei migliaia di casi/punti riportati sulla mappa.

Se ci fosse chi ancora non è soddisfatto dalla quantità di informazioni ricevute con questi strumenti, ecco arrivare il “Timeline” del contagio da influenza suina realizzato con uno speciale plugin di Google Earth. Questo speciale programma consente non solo di visualizzare tutti i casi riportati di contagio nel mondo, ma anche di tracciarne l’origine e soprattutto l’evoluzione temporale per cercare di capire le mutazioni e propagazioni successive della malattia in regioni del mondo adiacenti o remote. Seppure questo sia un puro esperimento con le necessarie approssimazioni che la raccolta dati comporta è pur sempre un ulteriore utile strumento a disposizione di tutti e dimostrazione della grande duttilità dei tool Google.