Gestione della CPU: perchè ricorrere agli stati P?

La gestione degli stati P, secondo quanto prescritto dagli standard ACPI, è affidata quindi al sistema operativo, che sfrutta le tecnologie messe a disposizione dalle varie CPU: Enhanced SpeedStep per Intel, PowerNow! e Cool’n’Quiet per AMD, PowerSaver per VIA.La domanda fondamentale adesso è: perchè ricorrere agli stati P?La risposta è semplice: difficilmente, forse mai, l’utente

La gestione degli stati P, secondo quanto prescritto dagli standard ACPI, è affidata quindi al sistema operativo, che sfrutta le tecnologie messe a disposizione dalle varie CPU: Enhanced SpeedStep per Intel, PowerNow! e Cool’n’Quiet per AMD, PowerSaver per VIA.

La domanda fondamentale adesso è: perchè ricorrere agli stati P?

La risposta è semplice: difficilmente, forse mai, l’utente medio si trova a richiedere il 100% della potenza di calcolo di un processore. Ciò implica che gli intervalli di inattività sono molto ampi e per questo vale la pena studiare un sistema efficace ed efficiente che sia in grado di scalare la frequenza e il voltaggio del processore. In questo modo si potrà ottenere, a lungo termine, un cospicuo risparmio energetico, fattore prioritario nei sistemi portabili, in particolare nei notebook.

Da questo momento diamo per scontato di trovarci nello stato operativo C0, in modo da considerare solo le transizioni tra gli stati P e vedere cosa comporta il loro avvicendamento durante l’utilizzo di un sistema.

Una gestione ottimale delle transizioni deve tener conto di un particolare fondamentale, la reattività del sistema: con tale termine si indica l’attitudine di un sistema a rispondere ad un evento nel minor tempo possibile.

È opportuno non confondere la reattività di un sistema con la sua potenza di calcolo, tenendo comunque presente che una cattiva gestione della prima influisce pesantemente sulla seconda.

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