Tre class action dividono Sun da Oracle

Tre class action si intromettono sulla strada che porta Oracle ad avere la piena proprietà di Sun Microsystem. Le denunce si basano sull’inequità del prezzo pattuito, mettendo così un punto interrogativo su di una acquisizione ormai data per conclusa

Un piccolo grande inconvenientepotrebbe intromettersi tra Sun Microsystems ed Oracle nell’accordo che dovrebbe vedere il secondo rilevare la proprietà totale del primo per un controvalore da 7.4 miliardi di dollari. A bloccare la strada che porta verso la pacifica conclusione delle trattative sull’azienda di Santa Clara vi sarebbero tre denunce, tre potenziali class action avviate da singoli individui, che partono dagli stessi azionisti interessati nella trattativa e mettono nelle mani della magistratura l’eventuale blocco della trattativa in corso.

Il problema emerge dalla comunicazione di Sun alla U.S. Securities and Exchange Commission, ove il gruppo presenta dati sulle attività dell’azienda con eventuali situazioni di rischio per il futuro. Nello specifico trattasi di tre differenti denunce che fanno leva su medesima presa di posizione: il prezzo della transazione è «ingiusto ed inadeguato», il che si aggiunge ad altri dubbi ed ulteriori questioni legate alla U.S.Foreign Corrupt Practices Act. Il merito delle denunce non è però facilmente valutabile: la parte sotto accusa non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali e non è dunque semplice soppesare la bontà o il semplice opportunismo di cui è costruita la teoria accusatoria.

Il fattore di rischio è esplicitamente dichiarato nella comunicazionedi Sun alla SEC: se l’affare dovesse andare a monte le azioni del gruppo potrebbero pagarne per logica conseguenza, riflettendo la situazione di un gruppo con entrate in diminuzione ed il cui futuro era oramai totalmente agganciato alle trattative di cessione (fallite prima con IBM, conclusesi poi con Oracle).

Non solo: secondo CNET le trattative potrebbero in seguito non decollare più, lasciando così il gruppo davvero in difficoltà. Trattasi però di teoremi che si basano su situazioni potenziali, la cui gravità è in realtà tutta da dimostrare: un accordo con le parti denuncianti potrebbe infatti chiudere sul nascere la situazione, sempre che Oracle ritenga meritevole d’attenzione l’insieme delle denunce formalizzate. Inoltre una eventuale interruzione delle procedure comporterebbe costi valutati da Reuters in 300 milioni di dollari circa (260 milioni per la rottura e 45 milioni di rimborso spese ad Oracle).

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