Geocities, l’icona della crescita sociale di Internet negli anni 90

Pochi giorni fa un annuncio shock ha fatto tremare molti appassionati del mondo informatico memori della grande ascesa di Internet negli anni novanta. Yahoo ha annunciato che lo storico marchio GeoCities chiuderà presto e già da ora non accetta più nuovi iscritti.GeoCities nacque nel 1994 dalle menti di David Bohnett e John Rezner con il

Pochi giorni fa un annuncio shock ha fatto tremare molti appassionati del mondo informatico memori della grande ascesa di Internet negli anni novanta. Yahoo ha annunciato che lo storico marchio GeoCities chiuderà presto e già da ora non accetta più nuovi iscritti.

GeoCities nacque nel 1994 dalle menti di David Bohnett e John Rezner con il nome di Beverly Hills Internet, come una piccola società californiana di hosting e sviluppo. Nessuno poteva immaginare il futuro del Web, ma già allora le intuizioni dei giovani programmatori americani erano brillanti. Nel 1995 la BHI rese pubblico il suo sistema di contenuti Web “sociali” a cui avrebbero in seguito contribuito migliaia di utenti. In quella che divenne nel tempo una vera e propria comunità virtuale vennero organizzati sei vicinati divisi per passioni: “Colosseum” (sport), “Hollywood” (film e TV), “RodeoDrive” (shopping), “SunsetStrip” (rock), “WallStreet” (economia e finanza) e “WestHollywood” (comunità gay).

Ciascun utente, dopo una semplice registrazione, poteva creare delle pagine Web (aiutato da dei comodi wizard) all’interno di un vicinato. Oltre alle pagine Geocities introdusse un sistema di chat, dei forum e tante news per attirare gli utenti attorno ad un portale innovativo e totalmente gratuito. La comunità iniziò a crescere e con essa i vicinati si moltiplicarono con l’introduzione di “CapitolHill” (politica), “Paris” (poesia e arte), “SiliconValley” (hardware, software e programmazione), “Tokyo” (anime). Già a fine 1995 si contavano migliaia di iscritti al giorno e oltre sei milioni di pageview mensili, e il 15 dicembre di quello stesso anno il sito prese ufficialmente il nome di GeoCities. Il sito americano continuò negli anni successivi a crescere con una struttura sempre più complessa (come ben descritta da questo articolo) guidata da volontari Community Leaders che aiutavano tutti i membri del proprio vicinato ad orientarsi e far crescere le risorse utili per esprimere al meglio la propria creatività.

Dal maggio 1997 GeoCities introdusse la pubblicità online sulle pagine degli utenti. Nel giugno 1997 il sito era il quinto più popolare del Web e in quello stesso anno il primo milionesimo “abitante virtuale” si iscrisse a GeoCities. Nel 1998 la società, sull’onda del successo stellare ottenuto dal suo innovativo sistema di vicinato virtuale, decise di quotarsi nei listini tecnologici del NASDAQ e dal prezzo originario di 17 dollari per azione il neo colosso raggiunse preso 100 dollari ad azione. Nel gennaio 1999, Yahoo comprò GeoCities per 3.57 miliardi di dollari e ne assunse il controllo dal maggio di quell’anno.

Ma l’apice del successo era stato raggiunto e la gestione di Yahoo fu quantomeno controversa con l’immediata eliminazione dei vicinati e degli indirizzi sociali associati (del tipo: www.geocities.com/Paris/xxxx) che avevano per anni contraddistinto una crescente comunità di persone e intenti. Nel 2001 Yahoo iniziò ad puntare su un sistema di hosting a pagamento e limitò le possibilità degli utenti gratuiti con un nuovo limite di trasferimento dati mensile di 4 GB di banda. Dopo la pubblicità invasiva, la rimozione delle comunità, anche il nuovo limite nel trasferimento di banda contribuì al declino di quello che era il sistema più geniale e attraente degli anni novanta, con un abbandono in massa degli utenti. Assieme ai contributori principali, GeoCities perse progressivamente anche visitatori unici, quasi dimezzati in pochi anni e con essi la speranza di una rinascita dalle ceneri di un successo folgorante e ormai finito. Dopo una lenta agonia è di fine aprile 2009, pochi giorni fa, l’annuncio di Yahoo dell’abbandono progressivo (entro l’anno) del sistema e delle speranze di farlo rinascere.

Con GeoCities si chiude un’epoca storica. Come giustamente scritto già nel 2007 dal Wall Street Journal, GeoCities fu un prototipo molto in anticipo di Facebook e delle popolarissime comunità sociali virtuali. Amici, interessi comuni, rivalità e amori: la vita virtuale di GeoCities rimane impressa nella storia e rimarrà nei cuori di molti per sempre.

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