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Multa record per Intel dalla Commissione Europea

La commissione antitrust europea ha comminato la multa record di 1.06 miliardi di euro ad Intel punendo così le pratiche commerciali portate avanti negli ultimi anni al fine di far fuori dal mercato il rivale AMD. Ipotizzato il ricorso in appello

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1.45 miliardi di dollari oltreoceano. Oppure 1.06 miliardi di euro entro i confini dell’Unione Europea. Poco cambia: trattasi della multa più alta mai comminata dalla Commissione Europea ed il triste primato tocca ad Intel. Neelie Kroes, Commissario europeo responsabile della Concorrenza, ha dimostrato come l’UE non si sia accontentata delle multe comminate a Microsoft in passato e con Intel ha messo a segno una ennesima prova di forza nei confronti dell’industria informatica USA.

Una cosa è data per scontata: Intel correrà in appello. Paul Otellini, CEO del gruppo, non ha accompagnato la vigilia con commento alcuno ed in seguito si è limitato a negare ogni addebito, ma entro poche ore ci si aspetta una strategia aggressiva da parte di Intel al fine di rivedere la questione ed ottenere quantomeno uno sconto sulla sanzione comminata. Vittima predestinata delle pratiche anticoncorrenziali di Intel sarebbe stata la rivale AMD, contro cui Intel avrebbe agito al fine di occupare una fetta di mercato più ampia pur se portando avanti sistemi poco limpidi.

Il New York Times sottolinea come le regole antitrust comunitarie possano prevedere una penale pari al 10% delle entrate dell’anno fiscale precedente. In questo caso trattasi di una somma pari a 37.6 miliardi (anno 2008), il che comporta una multa massima potenziale che si avvicina ai 4 miliardi. La Commissione Europea si è fermata alla cifra record di 1 miliardo ed ha imposto ad Intel di smettere seduta stante le proprie pressioni su partner quali Acer, Dell, Hewlet Packard, Lenovo e NEC affinché limitassero l’offerta AMD sul mercato (nel 2008 Intel haprodotto il cuore dell’80.5% dei Pc, mentre AMD si è ritagliato il 12%).

Il braccio di ferro tra Intel e Commissione UE si trascina dal 2007 e recentemente le parti avevano definitivamente rotto ogni canale comunicativo in seguito al rifiuto da parte dell’UE di accordare nuove audizioni ai legali dell’azienda sotto accusa. Dietro l’onerosa sanzione c’è ora una valutazione precisa commisurata all’entità del danno complessivo: «Intel ha danneggiato milioni di consumatori europei agendo deliberatamente per mettere fuori dal mercato la concorrenza […] è una violazione seria e sostanziosa delle regole antitrust europee, e non possiamo tollerare ciò». Parola di Neelie Kroes. Bruce Sewell, consigliere generale Intel, si fa carico della prima risposta del gruppo: «Siamo completamente in disaccordo. Crediamo che la decisione sia sbagliata poiché ignora l’alta competitività del mercato dei microprocessori – caratterizzato da costante innovazione, performance di prodotto migliorate e prezzi al ribasso».

Come già successo in precedenza con Microsoft, Intel dovrà versare immediatamente nelle casse dell’UE la sanzione comminata. Trattasi di un deposito cautelativo, in attesa della sentenza in appello dopo la quale Intel potrà eventualmente rientrare in possesso della somma nel caso in cui il gruppo fosse giudicato in modo differente rispetto al primo pronunciamento della Commissione. La sentenza giunge a mercati chiusi, ma a Wall Street il titolo non sembra momentaneamente pagare eccessivamente dazio: il premarket indica anzi il valore delle azioni Intel in leggera ascesa, dimostrando come la multa fosse già data per scontata. L’appello, peraltro, potrebbe giungere a compimento tra molti mesi (se non anni) ed il breve periodo potrebbe non vedere pertanto ripercussione alcuna sul titolo.

Update
Intel ha ufficialmente confermato per voce del CEO Paul Otellini che verranno immediatamente avviate le pratiche per il ricorso in appello.