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Con gli SSD i consumi si riducono di 166.000 MWh in 6 anni

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I drive a stato solido rappresentano sicuramente il sistema di archiviazione del futuro ma, trattandosi di una tecnologia giovane, il loro costo è ancora troppo elevato in rapporto alla capacità.

Questo ragionamento potrebbe però non valere per le applicazioni server, dove affidabilità e consumi sono i parametri principali da tenere in considerazione.

iSuppli ha realizzato una ricerca in base alla quale la sostituzione, anche parziale, di dischi tradizionali nei data center potrebbe portare ad un risparmio di consumo elettrico pari a migliaia di MWh all’anno.

Supponendo che un hard disk a piatti rotanti consumi circa 14 watt e che un SSD ne consumi invece circa 7, l’installazione di drive a stato solido al posto dei magnetici SAS (Serial-Attached SCSI) da 15000 rpm, avrebbe come risultato una riduzione dei consumi pari al 50%. Anche se venissero sostituiti solo il 10% dei dischi si otterrebbe comunque un enorme risparmio energetico.

Nel 2008 è stato stimato un risparmio di 6.986 MWh, che crescerà fino a 57.564 MWh nel 2013, per un totale di 166.643 MWh nel periodo 2008-2013.

Se nei data center fossero utilizzati gli SSD, questi 166.643 MWh potrebbero essere impiegati per generare l’elettricità necessaria ad un intero paese come il Gambia.

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