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Dino Dini: il Signore dei videogame calcistici

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La storia dei videogame è certamente ricca di grandi programmatori. Ma ce ne sono alcuni che più di altri hanno avuto un ruolo e un fascino davvero straordinario. Fra gli indimenticabili c’è senz’altro Dino Dini, un grande creatore di videogame, inglese di nascita ma di origini italiane (i suoi genitori sono toscani per la precisione), il cui nome rimarrà sempre legato a due straordinari titoli calcistici come Kick Off e Player Manager, che fra la fine degli anni 80 e l’inizio dei 90 entusiasmarono il pubblico. La storia del Dini amante dei videogiochi inizia quando il genio dei videogames ha meno di 10 anni, in una grande sala giochi che lo impressiona e fa nascere in lui l’amore per i circuiti elettronici e i videogame. Come programmatore inizia a 13 anni con un Acorn System 1, macchina per la quale crea il suo primo videogioco. Ma la fama arriva solo qualche anno più tardi.

È infatti il 1989 quando la casa editrice ANCO gli affida la creazione di un titolo calcistico per Amiga. Nasce così Kick Off, uno straordinario (per l’epoca) gioco di calcio con vista dall’alto, che fa impazzire gli utenti amighisti. Nel 1990 Dini continua a sviluppare titoli di stampo calcistico: ecco Player Manager (calcio con qualche aspetto manageriale) e Kick Off 2, evoluzione del primo titolo, ma con nuove possibilità di gestione dei campionati. Nel 1993, lasciata la ANCO, Dini sviluppa per Virgin Games Goal! e Dino Dini’s Soccer per SNES e Sega Mega Drive. Con Goal! inizia però la parabola discendente del programmatore: dopo una collaborazione nel 1995 con Microprose, Dini nel 1996 va negli Stati Uniti dove partecipa alla realizzazione di Three Lions, il primo gioco di calcio interamente in 3D creato dalla Take Two Interactive (in Italia noto come Bomba 98), che fa registrare un discreto successo per PC, PlayStation e Game Boy Color. Successivamente, Dini passa alla 3DO dove collabora a vari progetti, lavorando sia allo sviluppo di librerie che a vari giochi, e finendo nel ruolo di ingegnere di progettazione.

Dini torna in Inghilterra nell’aprile 2001 per fondare una propria compagnia, la Abundant Software. Da qui inizia la partnership con l’italiana Trecision (una software house di Rapallo, Genova) su un nuovo gioco calcistico chiamato Soccer 2. Molto ambizioso il progetto viene però cancellato per il fallimento di Trecision nel 2003 e il lavoro già compiuto confluisce in una nuova iniziativa per un videogioco calcistico 3D: Total Control Football, o Soccer 3 da pubblicare su etichetta DC Studios. All’inizio del 2006 il nome del gioco cambia in Dino Dini’s Soccer, ma la data di rilascio viene continuamente rinviata di anno in anno, generando seri dubbi sulla sua uscita effettiva. Alcuni rumor parlano comunque di fine 2009 per un possibile arrivo su PSP e Nintendo DS.

Chi scrive ha avuto l’occasione di intervistare Dini qualche anno fa, traendone l’impressione di un uomo molto carismatico e amante dalla programmazione, nel suo senso più puro. L’evoluzione dei videogames in senso commerciale non lo stimolava, anzi. Per un programmatore “vecchio stampo” come lui la grafica e gli effetti speciali non avevano grande valore, soprattutto se toglievano spazio alla giocabilità. Amante dei piccoli team di programmazione, poveri di denaro ma ricchi di entusiasmo, passione e soprattutto di libertà creativa, Dini si è progressivamente un po’ allontanato dai videogames, considerandoli ormai troppo legati alle vendite e al denaro. Negli ultimi tempi, superata la soglia dei 40 anni, Dini si è dedicato molto alla musica, esibendosi in concerti e sessioni musicali, dimostrando anche in questo campo un ottimo talento (e nel suo sito ufficiale ci sono dati e foto di questa sua passione). Inoltre, Dini è oggi anche impegnato nell’insegnamento di tecniche di programmazione e architettura dei giochi all’università NHTV University of Applied Sciences di Breda in Olanda.

Dino Dini (suo nome reale, anche se all’inizio molti credevano si trattasse di un ben riuscito pseudonimo..) rimarrà per sempre nell’Olimpo dei grandi programmatori di videogiochi. Come tanti altri mostri sacri dell’epoca pionieristica del settore ha vissuto con distacco l’evoluzione in senso commerciale dei videogiochi, preferendo starne un po’ in disparte piuttosto che piegarsi alle rigide regole di mercato. Resta comunque uno dei veri padri dell’universo dei giochi elettronici, sicuramente uno di quelli da “Hall of Fame”.