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La Psystar ha dichiarato bancarotta

Aveva tentato di sciogliere la sacra unione tra i Macintosh e Mac OS X. Aveva osato sfidare i legali Apple. Ora, però, Psystar deve fare i conti con il Chapter 11 dopo aver ufficialmente dichiarato bancarotta. Sospesa temporaneamente la causa con Apple

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È un tassello a sorpresa quello che si inserisce nel quadro della vicenda Psystar. Il gruppo che ha osato sfidare Apple, infatti, ha dichiarato improvvisamente bancarotta. Le motivazioni sono quelle comuni a tutte le aziende che affrontano tale passaggio: debiti insostenibili, entrate in calo a causa della crisi economica, impossibilità nel perseguire la mission aziendale. Ma Psystar è tutto fuorché un’azienda comune.

È sbucata dal nulla ed ha immediatamente raccolto pubblica notorietà. Dietro il nome di un’azienda nomade (per evitare di far concentrare eccessive pressioni su di una sede univoca) si nascondevano infatti le ambizioni di un team che ha tentato di dissociare la sacra unione tra l’hardware ed il software Apple, portando Mac OS X su macchine prodotte al di fuori di Cupertino. Il sacrilegio è stato immediatamente punito dalle accuse dei legali di Apple, con le quali la Psystar è stata chiamata a giudizio e dove la difesa ha tentato di spiegare la bontà di un’operazione che voleva essere legale pur nella propria natura sovversiva.

La bancarotta avrà effetti importanti su questa vicenda. Nel breve periodo tutto risulta congelato: la Psystar potrà continuare a vendere i propri prodotti, la causa con Apple è sospesa, tutto è nelle mani della giurisprudenza. A breve, però, i nodi verranno al pettine: la Psystar dovrà rendere conto del proprio operato e, soprattutto, dovrà rivelare l’eventuale fonte dei finanziamenti passati. Apple, infatti, ha sempre ipotizzato l’esistenza di un braccio oscuro dietro l’operato Psystar, qualcuno che finanziava l’operato della piccola azienda con finalità proprie e probabilmente al di fuori della semplice logica di mercato. Se la teoria cospirazionista aveva un motivo d’essere, il tutto dovrà uscire allo scoperto dal 5 Giugno in poi, quando l’azienda produttrice dei falsi Mac sarà chiamata a testimoniare.

Il regime “Chapter 11” (così sono denominate le procedure fallimentari adottabili negli USA) ha avuto inizio. E trattasi probabilmente di una fondamentale svolta nella vertenza legale tra Cupertino ed il proprio opposto alter-ego.