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Coca-Cola e marketing di crisi: quale felicità “pubblicizzare”?

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Attorno alla nuova campagna di marketing pensata da Coca-Cola per i “tempi di crisi” è scoppiata una singolare polemica: il sindaco di Caorle, località turistica della costa veneta, ha lanciato la provocazione del boicottaggio della famosa bevanda, ritenendo che albergatori e ristoratori del Veneto siano danneggiati da messaggi (come quelli dello spot “felicità a tavola”) che esortano al “ritorno alle cose semplici comune un pranzo in famiglia” e alla “convivialità spontanea”.

Stando a un articolo di Alessandra Mangiarotti per il Corriere della Sera (24 maggio 2009), c’è già chi pensa a dare più spazio a Pepsi e Chinotto, mentre il Direttore Generale della comunicazione di Coca-Cola in Italia ha fissato un appuntamento con il sindaco di Caorle.

Coca-Cola ha scelto di pubblicizzare un certo tipo di felicità, con la bambina pisana Giulia che si accontenta della semplicità e rinuncia a tante cose ma non alla Coca-Cola, e con il centenario Giuseppe che invita alla “positivity”.

Il sindaco di Caorle, facendo una mossa che probabilmente può contare qualcosa per il marketing della sua lista civica, ribatte pubblicizzando la felicità della vacanza e la semplicità dei prodotti genuini del territorio (un buon bicchiere di vino o il chinotto al posto della Coca-Cola, come nei tempi andati). Una vicenda curiosa, non c’è dubbio: che ne pensate?