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Chi ha comprato la Baia

The Pirate Bay è stata venduta alla Global Gaming Factory X per poco più di 5 milioni di euro. L'avvicendamento entro Agosto. Il nuovo acquirente fa propria anche la Peerialism, software house attiva nello sviluppo di tecnologie P2P di nuova generazione

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The Pirate Bay è stata venduta. La Baia passa così il confine tra rischio ed opportunità, cercando nella legalità quelle ambizioni che i processi in corso avevano ormai frenato definitivamente. Ad acquistare la Baia dei pirati è la Global Gaming Factory X AB, nome perlopiù sconosciuto fino ad oggi. Ora però il gruppo ha in mano il sito numero uno del peer to peer mondiale, uno dei siti più frequentati al mondo ed uno dei sistemi di maggior potenziale a disposizione. Monetizzare tutto ciò, però, non sarà semplice.

L’acquisto è avvenuto sulla base di un prezzo di 60 milioni di corone svedesi, qualcosa come 7.7 milioni di dollari (poco più di 5 milioni di euro), ed il passaggio di mano avverrà entro Agosto. Metà del valore verrà versato “cash”, l’altra metà sarà versata sotto forma di azioni (assommanti però qualcosa come il 3% dell’intera proprietà, quindi senza lasciare ai fondatori della Baia peso decisionale nel nuovo progetto). L’operazione è peraltro accompagnata dalla parallela acquisizione della Peerialism AB, software house impegnata nello sviluppo di tecnologie P2P di nuova generazione e nata dalla collaborazione tra il Royal Institute of Technology e lo Swedish Institute of Computer Science. Quest’ultimo passaggio di proprietà è avvenuto sulla base di un valore pari a 100 milioni di corone e la contemporneità dei fatti non può che lasciar ipotizzare possibili sinergie tra la base utenti della Baia e le soluzioni sviluppate dalla Peerialism.

Così si presenta il gruppo: «Global Gaming Factory X AB è una delle maggiori reti di internet café e gaming center nel mondo e fornisce pubblicità, software e servizi con un accesso senza precedenti alla massa dei turisti ed a grandi community di giocatori che visitano questi centri». La Global Gaming Factory X AB possiede inoltre le sussidiarie Smartlaunch e la CyberCafePro. Il gruppo ha sede in Svezia (la Baia non cambierà pertanto le proprie radici europee) ed è guidata dal CEO Hans Pandeya. Trattasi di un gruppo il cui bilancio non sembra però particolarmente roseo: i profitti netti sono infatti in caduta libera, segnando -115.3% nel primo trimestre del 2009 e -85.02% nel corso del 2008. 5 i dipendenti complessivi indicati da Google Finance.

«Vogliamo introdurre un modello tale per cui i fornitori di contenuti ed i detentori di copyright possano essere pagati per i contenuti che vengono scaricati dal sito»: il comunicato ufficiale (pdf con cui la Global Gaming Factory X AB spiega i motivi dell’operazione lasciano presagire un forte cambio di direzione per il vento che spirava sulla Baia: non più download all’insegna dell’illegale, insomma, ma un sistema che remuneri i detentori dei diritti facendo della Baia un distributore autorizzato e remunerativo. Trattasi però di un cambio di direzione del tutto rischioso: come verrà recepito il messaggio dagli utenti abituali del motore di ricerca? I detentori di copyright vorranno accettare le proposte provenienti dal nuovo gruppo a capo della Baia?

La storia sembra ripetersi ma, se nel primo caso Napster ha perso totalmente la propria identità ed il proprio successo, questo nuovo capitolo deve ancora essere scritto. Spiega Pandeya: «Come risultato dell’acquisizione della Pirate Bay e di Peerialism, Global Gaming Factory avrà una posizione strategica nel mercato internazionale della distribuzione digitale. Il traffico del file sharing è stimato oggi a circa metà del traffico totale di Internet. The Pirate Bay ha un brand globale e detiene una posizione chiave con 20 milioni di visitatori ed oltre 1 miliardo di pagine viste al mese.

L’obiettivo appare chiaro. Le modalità operative, eventuali accordi già abbozzati ed il profilo legale dei nuovi servizi, invece, rimangono al momento delle assolute e pesanti incognite.

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