Nuove pubblicità Google in reazione al Bing Cashback

La sfida fra Google e Bing (il nuovo motore di ricerca Microsoft) è aperta. Se dal punto di vista dell’accuratezza e profondità dei risultati Google è ancora il numero uno, le tantissime migliorie estetiche e commerciali del nuovo motore di ricerca americano fanno paura. In particolare a far paura sarebbe soprattutto il nuovo sistema di

La sfida fra Google e Bing (il nuovo motore di ricerca Microsoft) è aperta. Se dal punto di vista dell’accuratezza e profondità dei risultati Google è ancora il numero uno, le tantissime migliorie estetiche e commerciali del nuovo motore di ricerca americano fanno paura. In particolare a far paura sarebbe soprattutto il nuovo sistema di vendite con commissioni Bing Cashback che potrebbe attrarre i consumatori per i risparmi diretti sui prodotti acquistati a partire da Bing e convincere molti inserzionisti a dirigere le loro energie verso Microsoft, rompendo l’attuale monopolio pubblicitario Google.

E secondo quanto riporta il Wall Street Journal, Google sarebbe adesso al lavoro per produrre immediatamente delle novità su Adsense.

Il colosso di Mountain View starebbe provando infatti un formato pubblicitario più attraente, con specifiche immagini prodotto e prezzi. Questo nuovo formato sarebbe complementare ai vari formati testuali che sono ancora dominanti all’interno di Adsense. Ma la novità non sarebbe solo estetica. Infatti Google starebbe pensando di aggiungere la possibilità di un’opzione e-commerce al suo network pubblicitario.

Si fornirà così l’opportunità di selezionare una commissione sulla vendita per Google e pagare solo una percentuale e in seguito all’acquisto (e non in seguito alla visualizzazione dell’inserzione come oggi). Più è alta la commissione e maggiore sarà l’esposizione di Google sulla propria rete. Anche il successo dell’inserzione potrebbe essere un elemento di decisione per Google per promuovere più un prodotto di un altro.

Seppure queste siano al momento solo indiscrezioni non confermate, appaiono di grande interesse per i rivenditori, che potrebbero finalmente avere visibilità su Google al costo di una percentuale sul prodotto venduto invece che con dei costi fissi indipendenti dal successo commerciale.

Ti potrebbe interessare