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Peter Sunde abbandona la Baia dei pirati

Peter Sunde alza bandiera bianca ed abbandona il proprio ruolo nella Baia dei Pirati. The Pirate Bay perde pertanto il proprio elemento di spicco, il quale confida di volersi dedicare alla lettura e ad una rigenerazione delle proprie ambizioni

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Peter Sunde abbandona la nave dei pirati. The Pirate Bay dovrà continuare senza il proprio capitano al timone. Colui il quale lanciò l’iniziativa all’arrembaggio, colui il quale ha difeso la ciurma dagli assalti legali, colui il quale ha rappresentato la Baia ed i suoi pirati: Peter Sunde abbandona, si ritira a vita privata e cerca altrove nuove motivazioni per continuare la propria navigazione. Senza il capitano sembra ormai prossimo il momento in cui la nave alzerà bandiera bianca.

Il peso della situazione si è fatto con tutta evidenza eccessivo. Peter Sunde si è trovato infatti a dover rispondere di varie denunce in ogni parte del mondo (dall’MPAA all’Italia, passando per l’Olanda – solo per citare gli ultimi casi) e tutto ciò nel contesto di una sentenza già ufficiale che pone carcere e multa milionaria sul capo di Sunde e dei suoi compagni di ventura Fredrik Neij, Carl Lundstrom e Gottfrid Svartholm Warg. Sudle si toglie la maglietta della Baia per tornare nell’anonimato: si spoglia di un «ruolo» per diventare una «persona».

Sunde spiega le proprie motivazioni in un post sul proprio blog. Dal testo traspare insofferenza e fastidio, troppo tempo portato via da una attività sola e la voglia di iniziare qualcosa di nuovo. «Negli anni passati sono stato molto attivo nelle discussioni sullo stato attuale e sul futuro di Internet»: Sunde considera ancora la causa importante, ma passa la mano scendendo dal palcoscenico che ha fatto di lui una star del Web. «C’è un libro da finire e molti devono ancora essere letti»: le cose da fare non mancheranno, insomma.

Milioni di utenti conoscono ed utilizzano la Baia e molti hanno supportato Sunde anche dopo le prime pressioni legali. Ora però i nodi sembrano venire al pettine.

In ballo c’è una cessione tribolata della Baia: la Global Gaming Factory X non sembra aver fornito adeguate garanzie e, sebbene il gruppo promesso acquirente paventi buone intenzioni, anche l’industria della produzione non sembra vedere di buon occhio una manovra che possa prolungare la vita della Baia più odiata dagli studios di tutto il mondo. L’operazione di vendita difficilmente andrà in porto: il tavolo della trattativa perde i pezzi e nessuno sembra favorire l’ondata “peerialism” che stava per abbattersi sul litorale della Baia. Tanti, semmai, sembrano pronti a sparare il colpo definitivo contro The Pirate Bay. Il cui capitano, però, ha deciso di non affondare insieme alla sua nave.

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