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Dopo l’ombrellone, Facebook

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Il crepitìo interno degli ormoni, le corse verso le onde, i primi approcci. L’adolescenza passata al mare è stata per tutti un’emozione indimenticabile. C’erano i pomeriggi passati in spiaggia a conoscere i cooetanei, c’erano le serate passate in passeggiata ad incontrare quegli stessi ragazzi, poi c’era l’addio di fine estate ed il ritorno alla quotidianità. Ma quella rottura era sempre segnata dallo scambio dei contatti: un indirizzo, un numero di telefono, e chissà che non ci si possa incontrare anche con altre temperature, altro abbigliamento, altre situazioni.

Anche in questo è tutto cambiato, però. Il numero fisso è stato sostituito ormai da tempo dal cellulare, ed ora nemmeno più questo è però il riferimento principe. Perchè dare un numero di telefono personale, obbligando se stessi ad una risposta magari in un momento scomodo, quando esiste invece Facebook allo scopo? Un’amicizia su Facebook è poco impegnativa: scompare quando meglio si preferisce, è discreta, solida quanto si desidera. È un contatto continuativo, un’occasione per rapidi saluti, perfetta per l’appuntamento dell’estate successiva.

Con Facebook cambia anche la storia degli amori estivi. Il saluto estremo di quell’ultimo giorno di vacanza non ha più spazio per il sapore amaro della facile lacrima adolescenziale: i bit sostituiscono la lacrima ed una richiesta di amicizia diventa il ponte tra quell’ultimo saluto estivo ed il primo contatto autunnale.

Le generazioni che oggi hanno già abbandonato l’adolescenza avranno romantiche storie da raccontare ai propri figli. Storie di telefonate a vuoto, lettere profumate e incontri impossibili. Ma non ci sarà da stupirsi se non le capiranno: oggi anche l’amore estivo non è più quello di una volta.