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Da Skype alla vela

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È un articolo curioso ed interessante quello di Carla Anselmi per Yacht Capital. Niklas Zennstrom, infatti, viene spogliato dei panni del personaggio e mostrato nel suo lato più vacanziero, quello del tempo libero e delle passioni.

Zennstrom è parte integrante della storia del Web per almeno due motivi: Kazaa prima, Skype poi. Ha rifuggito i pericoli della stretta del copyright, poi ha rifuggito i pericoli della stretta degli operatori telefonici, infine non ha potuto scappare dal rischio dell’insuccesso: Joost rimane una piccola palla al piede da sopportare. Zennstrom voleva ora tornare in Skype, ma eBay ha venduto altrove. L’articolo della Anselmi, però, guarda oltre il monitor e mostra uno Zennstrom appassionato di vela e pronto ad investire le proprie ricchezze in flotte ad alta tecnologia.

È mai stato ispirato dalla vela per nuove idee di business?
Non posso dire che sia stata una fonte di ispirazione diretta, tuttavia quando si corrono delle regate d’altura si sta seduti sopravento abbastanza a lungo, si guarda il mare e si riflette. È importante prendere le distanze dal mondo del lavoro e riflettere sulle cose, si ha una visione più chiara. Spesso quando torno in ufficio dopo una regata sono più ispirato e pieno d’energia.

Crede che si possa comparare un mercato competitivo come quello dell’alta tecnologia con il mondo della vela agonistica?
Assolutamente sì, il mondo delle regate e l’industria dei superyacht sono molto high tech. Si fa molto uso delle nuove tecnologie per guadagnare competitività, per creare innovazione e per entrare velocemente sul mercato. Si tratta anche di prendere dei rischi e saperli gestire.