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Viviane Reding, sogni di broadband

Webnews.it ha intervistato in esclusiva Viviane Reding, Commissario Europeo per la Società dei Media e dell'Innovazione, per parlare di digital divide, Servizio Universale e Banda Larga. E per parlare di Italia dal punto di vista dell'UE

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La proposta di De Benedetti sull’editoria online

Carlo De Benedetti nelle settimane scorse ha formulato una proposta shock: «Il passaggio dei giornali al web, che amplia l’audience e diminuisce i fatturati, venga sussidiato alla stregua del passaggio dall’analogico al digitale nella televisione. Il meccanismo potrebbe essere simile a quello utilizzato per le politiche di sostegno alle energie rinnovabili. In quel caso l’interesse generale giustifica un prelievo proporzionale erga omnes sulla bolletta energetica. Qui il prelievo potrebbe avvenire sulla bolletta della connettività, a prescindere dall’utilizzo, da parte del singolo, di contenuti informativi durante la propria navigazione. Non si tratterebbe di un contributo perenne ma di un finanziamento alla transizione da regolamentare a livello di singolo paese».

Webnews.it: Cosa ne pensa della recente proposta di Carlo De Benedetti a proposito della tassa aggiuntiva sulla connettività che, secondo il teorema avanzato, dovrebbe aiutare il mondo dell’editoria nel passaggio dal cartaceo al digitale?

Viviane Reding: «La Commissione Europea non contribuisce al dibattito concernente le politiche di competenza nazionale nei singoli stati membri. Comunque, a livello europeo, per creare un singolo mercato per i contenuti creativi su internet, abbiamo bisogno di regole specifiche su consumatori e competizione basate su tre principi chiave:

  • assicurare che la creatività sia riconosciuta all’autore, a chi ne detiene i diritti e la diversità culturale europea possa prosperare nel mondo digitale;
  • dare ai consumatori modi legali e con prezzi trasparenti per accedere ad un ampio range di contenuti attraverso le reti digitali ovunque, in qualsiasi momento;
  • promuovere parità di condizioni per i nuovi modelli di business e per soluzioni innovative per la distribuzione dei contenuti creativi in tutta l’UE

È vero che il settore dell’editoria sta sperimentando una perdita di entrate dovuta ad una diminuzione delle vendite durante questi difficili momenti per l’economia. Comunque, le entrate della pubblicità su internet stanno aumentando costantemente e qui possiamo vedere una volta di più il potenziale digitale. In futuro speriamo di vedere lo sviluppo di nuovi modelli di business per le notizie online. Comunque, abbiamo bisogno di valutare attentamente l’imposizione di nuovi oneri finanziari sull’accesso a internet. Secondo l’ultimo report European Digital Competitiveness, solo il 35% degli italiani usa internet ogni giorno contro una media del 43% in Europa. Nello stesso anno, solo il 17% degli italiani ha letto notizie sui giornali online. Queste cifre indicano che sia meglio evitare ogni misura che possa ostacolare, direttamente o indirettamente, l’uso di Internet in Italia. Internet sta cambiando il panorama degli attori dell’informazione in Europa. Abbiamo bisogno di guardare avanti e supportare anche la crescita dei nuovi tipi di media. Utenti, consumatori o “prosumer” stanno assumendo un ruolo sempre più importante nei media online. Blogger, cittadini, giornalisti e social networkers usano la propria libertà di espressione e internet fornisce importanti benefici al pluralismo dei media ed alla democrazia. Tuttavia, i modelli di business e l’attuale frammentazione delle pratiche di concessione delle licenze stanno lottando per adattarsi a questo nuovo contesto e tutto ciò soffoca lo sviluppo dei servizi sui nuovi media.

La transizione ai nuovi modelli di business per le industrie che non sono “native digitali” è necessaria e il fatto che questo processo venga o meno supportato dal finanziamento pubblico è una scelta che deve essere effettuata dai singoli governi nazionali».