IBM al lavoro sul computer che “ragiona” come il cervello umano

Il computer del futuro funzionerà in modo molto simile ad un cervello umano? Sembra essere questo l’obiettivo del team di IBM Research, che ha presentato all’SC 2009 gli sviluppi dello studio atto a simulare, in un chip per computer, la struttura cognitiva del nostro cervello. Lo studio sul “cognitive computing” prosegue quindi con interessanti progressi,

Il computer del futuro funzionerà in modo molto simile ad un cervello umano? Sembra essere questo l’obiettivo del team di IBM Research, che ha presentato all’SC 2009 gli sviluppi dello studio atto a simulare, in un chip per computer, la struttura cognitiva del nostro cervello.

Lo studio sul “cognitive computing” prosegue quindi con interessanti progressi, tanto che i tecnici si dicono soddisfatti per aver creato un algoritmo in grado di sintetizzare i dati neurologici e che dovrebbe portare, fra qualche anno, al calcolo cognitivo.

Da una collaborazione tra IBM Research e gli scienziati del Lawrence Berkeley National Lab nasce infatti la prima simulazione corticale del cervello, affiancata dall’algoritmo sopra menzionato che si è avvantaggiato della mappatura delle connessioni tra i siti corticali e subcorticali che entrano in azione all’interno del cervello umano.

Proprio in relazione a questi progressi i responsabili dello studio affermano di essere sulla buona strada per la realizzazione del “chip sinaptronico“, un chip di nuova generazione, più compatto e meno esigente in termini di consumo di energia e costruito grazie alla nanotecnologia: ovvero la tecnologia che dovrebbe equipaggiare i sistemi informatici del domani.

L’esigenza di ripensare il funzionamento dei chip nasce d’altronde dalle sempre maggiori esigenze e dalla conseguente capacità di calcolo richieste ai moderni computer, esigenze che aumenteranno al crescere dell’alfabetizzazione informatica e all’aumentare di utenti che accede a Internet.

Una mole enorme di dati che, per essere gestiti e manipolati avranno quindi bisogno sempre più di hardware “intelligente” ed evoluto, molto più simile al nostro cervello rispetto ai chip attuali.

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