Primi test deludenti per i dispositivi USB 3.0

A fine novembre il team di TweakTown ha avuto la possibilità di recarsi nel quartier generale di Gigabyte per effettuare alcuni test con dispositivi dotati del supporto al nuovo standard USB 3.0, così da confrontarne le prestazioni con quelli del tradizionale USB 2.0. I risultati, sebbene evidenzino un importante passo in avanti per quanto riguarda

A fine novembre il team di TweakTown ha avuto la possibilità di recarsi nel quartier generale di Gigabyte per effettuare alcuni test con dispositivi dotati del supporto al nuovo standard USB 3.0, così da confrontarne le prestazioni con quelli del tradizionale USB 2.0.

I risultati, sebbene evidenzino un importante passo in avanti per quanto riguarda la velocità nello scambio dei dati, sembrano essere decisamente sottotono rispetto a quanto atteso.

Teoricamente, sfruttando le connessioni USB 2.0 sarebbe possibile raggiungere picchi di 480 Mbit/s, mentre con il suo successore USB 3.0 addirittura 4,8 Gbit/s, ben dieci volte tanto. In realtà, gli esperti prevedono che il nuovo standard sarà in grado di arrivare, in condizioni ottimali, a circa 400 MB/s.

Il test eseguito da TweakTown nella sede di Gigabyte, visibile nel video in streaming a fondo post, mostra però come attualmente l’hardware non riesca ad andare oltre i 100 MB/s, con un incremento prestazionale pari a circa il 300% rispetto alla vecchia tecnologia, mentre nella prova effettuata mediante il benchmark HD Tach, la velocità sale a 190 MB/s. Il miglioramento c’è ed è apprezzabile, ma come mai non risulta all’altezza delle aspettative?

Secondo un articolo apparso sulle pagine di The Register, ciò sarebbe dovuto all’attuale impiego di driver ancora tutt’altro che perfezionati, oppure di hard disk non proprio efficienti.

Inoltre, a differenza per esempio dei controller eSATA, quelli USB non sono dedicati esclusivamente al trasferimento di dati e per questo devono essere in grado di adattarsi ai più disparati utilizzi: dalla connessione dei dispositivi di puntamento allo streaming del segnale video catturato da microfoni e webcam, dalla gestione dei documenti da inviare alle stampanti a quello degli adattatori di rete.

Questa versatilità, quindi, unita alla necessità di dover gestire più processi in contemporanea, sarebbe un’altra delle cause principali a cui imputare i risultati in questione.

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