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ADD indica la strada del Servizio Universale

L'associazione Anti Digital Divide indica esplicitamente la strada del Servizio Universale come soluzione ai problemi che attanagliano la Rete italiana. La proposta è composita e verrà inviata all'AGCOM per avviare una consultazione pubblica sul tema

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Anti Digital Divide parte dalla definizione contenuta nelle normative, ove il concetto di efficacia apre alla possibilità di rivedere il modo in cui il Servizio Universale è oggi interpretato: «In Italia si è passati dalla normativa 318 del 1997, in cui vi era il riferimento ad internet del lower boud dei 2400 bit/s, velocità bassissima utile appena all’invio di fax, ad una definizione più generica nell’Art. 54 del Codice delle Comunicazioni del 2003: “La connessione consente agli utenti finali di effettuare e ricevere chiamate telefoniche locali, nazionali ed internazionali, facsimile e trasmissione di dati, nel rispetto delle norme tecniche stabilite nelle Raccomandazioni dell’UIT-T, e deve essere tale da consentire un efficace accesso ad Internet“».

«Mentre le raccomandazioni UIT-T rappresentano dei valori di riferimento precisi e standardizzati nell’ambito delle comunicazioni, il concetto di “accesso efficace” ad Internet risulta essere lacunoso e di dubbia interpretazione. Tuttavia alla luce di alcune domande, diversi dubbi vengono fugati:

  • è efficace per uno studente aspettare 2/3 ore per scaricare delle dispense?
  • è efficace per un fotografo, con connessione a 56k, impiegare ore per caricare o scaricare le foto in formato digitale? Gli permette di concorrere efficacemente con un fotografo di un paese vicino che ha a disposizione l’adsl?
  • le Imprese italiane prive di collegamento a banda larga saranno efficacemente competitive nei confronti delle aziende straniere che possono contare non solo sulla su banda larga, ma ultra larga grazie ad una maggiore diffusione e miglior uso della fibra ottica?
  • è efficace una connessione a banda stretta per sfruttare adeguatamente la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione? È possibile concretizzare l’e-government senza un accesso davvero efficace ad internet?

La risposta a queste domande può essere solo una: NO!».

La proposta ADD è quindi la seguente:

«ADD chiede al governo italiano e ad AGCOM di riconoscere, come avvenuto in Finlandia e Spagna, la banda larga come diritto fondamentale con la sua introduzione nel Servizio Universale. Con la nostra proposta il rischio di distorsione viene fortemente limitato, se non superato, perché prima si lascerà spazio al mercato e solo in assenza di questo, ci sarà l’intervento pubblico atto a stimolare gli investimenti privati. La nostra proposta è di inserire nel Servizio Universale la velocità di 1280/256 Kbit/s. A questa va affiancata una velocità minima garantita (MCR), ma, vista la complessità del tema, ci pare più corretto discuterne con tutti gli attori del settore, prima di indicare una velocità specifica. La velocità 1280/256 Kbit/s è presa in ragione del fatto che già Finlandia e Spagna l’hanno adottata; naturalmente nulla vieta di stabilire una velocità superiore, ad esempio 2 Megabit o più, come indicato nel rapporto Caio o dal Ministro Brunetta. Per rendere meno traumatico questo passaggio agli operatori e limitare i costi, si può prevedere l’obbligo di ottemperare alla fornitura di banda larga solo se sussiste, nella zona da coprire, un determinato numero di utenti pronti a sottoscrivere un abbonamento:

  • 2010 almeno 30 utenti
  • 2011 almeno 20 utenti
  • 2012 almeno 10 utenti
  • Dal 2013 nessun numero minimo di sottoscrittori

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