Sandy Bridge-E a novembre con funzionalità ridotte

Nella fascia alta del mercato, Intel non ha rivali e, almeno teoricamente, non dovrebbe temere i prossimi processori Bulldozer di AMD dal punto di vista delle prestazioni pure. Nonostante questo, il chipmaker di Santa Clara non vuole perdere quote di mercato, a causa dei prezzi inferiori offerti dalla storica rivale e quindi ha fretta di

Nella fascia alta del mercato, Intel non ha rivali e, almeno teoricamente, non dovrebbe temere i prossimi processori Bulldozer di AMD dal punto di vista delle prestazioni pure. Nonostante questo, il chipmaker di Santa Clara non vuole perdere quote di mercato, a causa dei prezzi inferiori offerti dalla storica rivale e quindi ha fretta di presentare le CPU Sandy Bridge-E anche a rischio di rinunciare ad alcune funzionalità.

La piattaforma Waimea Bay dovrebbe essere annunciata nel corso del mese di novembre, ma secondo le ultime indiscrezioni Intel sarebbe costretta a tagliare alcune caratteristiche dal chipset X79 Express. Due settimane fa, VR-Zone aveva ipotizzato l’impiego dalle versione B del chipset Patsburg, invece della più completa versione D. Lo stesso sito ora è più pessimista, affermando che Intel avrebbe scelto Patsburg-A.

Questa versione supporta solo due porte SATA 6 Gbps e quattro porte SATA 3 Gbps, per cui niente SAS e niente PCI Express 3.0. In pratica, il chipset è quasi identico al precedente P67. Le funzionalità mancanti verrebbero aggiunte in una successiva revisione o con un nuovo chipset.

Fortunatamente c’è anche una notizia positiva, sopratutto per gli overclocker. A differenza dei processori Ivy Bridge a 22 nanometri, la frequenza dei prossimi Core i7-3000 potrà essere incrementata non solo attraverso il moltiplicatore sbloccato, ma anche impostando una frequenza base tra 100 e 250 MHz, a patto di abbinare moduli di memoria compatibili.

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