Power Felt converte il calore in energia elettrica

Il materiale termoelettrico potrebbe essere utilizzato per alimentare i dispositivi mobile, trasformando il calore del corpo umano in corrente.

Un team di ricercatori della Wake Forest University in North Carolina ha realizzato un particolare materiale termoelettrico che può essere utilizzato per alimentare alcuni dispositivi, sfruttando le differenze di temperatura. Power Felt è il nome del materiale che potrebbe trasformare il calore del corpo umano in corrente elettrica.

Grazie alla scoperta dei ricercatori statunitensi, in futuro potremmo indossare una giacca per alimentare uno smartphone o un lettore multimediale. Oggi esistono tessuti piezoelettrici che generano una differenza di potenziale quando sono soggetti ad una deformazione meccanica, oppure materiali fotovoltaici che ricavano elettricità dall’energia solare. Power Felt, invece, converte le differenze di temperatura in tensione elettrica. Nel caso della giacca, la corrente viene generata dalla differenza tra la temperatura esterna e quella del corpo umano.

Il materiale è costituito da microscopici nanotubi in carbonio contenuti all’interno di una fibra in plastica flessibile e assemblati in modo simile ad un tessuto. È sufficiente toccare con un dito questo materiale per generare una corrente misurabile. Power Felt potrebbe trovare applicazione in molti settori, dove l’energia verrebbe altrimenti sprecata sotto forma di calore. Ad esempio, l’energia sprecata da un’automobile potrebbe essere recuperata per ridurre il consumo di carburante e alimentare l’autoradio, l’aria condizionata e il sistema di navigazione.

L’energia termoelettrica è stata finora poco utilizzata in quanto troppo costosa. I dispositivi attuali sono realizzati con un composto chiamato telloruro di bismuto, il cui costo può arrivare a 1.000 dollari al chilogrammo. I ricercatori hanno stimato che, se Power Felt fosse prodotto in volumi, per realizzare una cover di uno smartphone sarebbe sufficiente aggiungere solo 1 dollaro al costo totale.

Prima dell’eventuale commercializzazione, i ricercatori dovranno incrementare la tensione in uscita utilizzando più strati di nanotubi in carbonio.

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