Casa Bianca: la Silicon Valley combatta l’ISIS

La Casa Bianca vuole coinvolgere tutte le più grandi aziende di Silicon Valley come Microsoft ed Apple nella lotta contro l’ISIS ed il terrorismo.

La Casa Bianca sta cercando di coinvolgere nuovamente le aziende della Silicon Valley, così come altri giganti tecnologici del calibro di Microsoft e Apple, nella lotta contro le organizzazioni terroristiche che sempre di più oggi utilizzano gli strumenti online per le loro attività criminali. Rappresentanti del governo americano si incontreranno con i dirigenti di queste aziende in California, per discutere di un’eventuale collaborazione attiva.

La notizia arriva da Reuters e The Guardian che hanno ricevuto una copia dell’agenda della Casa Bianca e dei prossimi incontri istituzionali. Secondo il documento venuto alla luce, il governo degli Stati Uniti cercherà di coinvolgere grandi aziende tra cui Microsoft, Apple, Facebook, YouTube, Twitter, LinkedIn e Dropbox, nella sua lotta contro l’ISIS e altre minacce terroristiche. L’iniziativa del governo americano appare assolutamente lucida e corretta. I recenti attentati terroristici hanno evidenziato come i criminali utilizzino sempre di più i canali online, come i social network, per assoldare nuove persone e per coordinare gli attacchi.

La Casa Bianca vuole, quindi, capire cosa i giganti tecnologici possano fare per interrompere questa pericolosa tendenza. Probabilmente si discuterà anche di sistemi di crittografia visto che molte aziende coinvolte non hanno nulla a che fare con i social network. Infatti, molte aziende, tra cui quelle elencate in precedenza, hanno adottato misure molto strette per garantire la privacy dei loro utenti, soprattutto dopo lo scandalo NSA e questo può aver in qualche modo ostacolato le autorità governative a rintracciare online i terroristi.

Sarà quindi molto interessante scoprire come queste aziende intenderanno rispondere alla Casa Bianca e se accetteranno le richieste che saranno poste sul tavolo. Trattativa che sicuramente non sarà facile visti i recenti dissapori tra le internet company ed il governo americano proprio a seguito dello scandalo NSA.

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