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Broadcom vuole Qualcomm a tutti i costi

Broadcom non intende rinunciare a Qualcomm e punta a voler entrare nel consiglio di amministrazione della società per forzare l'acquisizione.

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Broadcom sembra non voler desistere nei suoi piani di acquisizione di Qualcomm. Dopo che il produttore di processori per smartphone ha rifiutato la clamorosa offerta da ben 130 miliardi di dollari, Broadcom sembra intenzionata ad adottare una politica ancora più aggressiva pur di arrivare ad avere il via libera per l’acquisizione. Il nuovo tentativo che Broadcom effettuerà sarà direttamente dall’interno.

La società ha annunciato di aver presentato a Qualcomm una lista di 11 manager indipendenti per la nomina nel consiglio di amministrazione del produttore di processori, grazie all’appoggio di alcuni azionisti del gruppo, e di avere alcune proposte da presentare all’assemblea annuale. Trattasi di una mossa palesemente aggressiva che pone le basi per una battaglia vera e propria per il controllo di Qualcomm. Mossa che ovviamente non è piaciuta affatto al produttore di processori che ha giudicato l’iniziativa di Broadcom come un tentativo di prendere il controllo del consiglio di amministrazione per avanzare la proposta di acquisizione.

Appare molto chiaro, quindi, che Broadcom intenda portare a termine l’acquisizione di Qualcomm in tutti i modi possibili. Si preannunciano, dunque, mesi molto difficili con le due aziende che sicuramente si daranno battaglia. Qualcomm da parte sua continua a giudicare l’offerta di Broadcom troppo bassa sia rispetto al suo valore attuale e sia relativamente al valore che l’azienda potrà avere in futuro con il lancio delle soluzioni 5G dove sarà tra le principali protagoniste.

Ma è proprio il ruolo di Qualcomm nel settore dei dispositivi connessi che fa molto gola a Broadcom che cerca in tutti i modi di entrare in questo filone di business.

Broadcom ha, comunque, ancora molto tempo per preparare la sua scalata a Qualcomm visto che l’assemblea degli azionisti è prevista solamente per il prossimo 6 marzo 2018.

Fonte: The New York Times