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I social network saranno responsabili degli abusi

Il Governo britannico potrebbe, presto, ritenere responsabili i social network dei contenuti incriminati condivisi all'interno delle loro piattaforme.

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Il Governo britannico potrebbe arrivare a multare o addirittura a perseguire le grandi aziende del web come Google, Facebook e Twitter se non riusciranno ad affrontare il problema del razzismo, degli estremisti o degli abusi sessuali sui minori. Il Committee on Standards in Public Life (CSPL), sostanzialmente un organismo indipendente che consiglia direttamente il Primo Ministro inglese sulle questioni etiche relative alle norme nella vita pubblica, ha analizzato le intimidazioni ricevute dai candidati alle elezioni dello scorso giugno e potrebbe presto raccomandare di spostare la responsabilità della pubblicazione dei contenuti irregolari direttamente sui social media anche se loro sostengono di non essere degli editori e quindi non responsabili.

Il completo rapporto del CSPL, con le relative raccomandazioni, sarà pubblicato domani, mercoledì. Tuttavia, Lord Paul Bew, il presidente del CSPL, ha già detto che il comitato è stato molto deluso dal fatto che le grandi aziende del web non ha fatto di più per fermare i comportamenti irregolari, date le loro risorse. Il Primo Ministro inglese, Theresa May aveva già emanato nuove norme che richiedono alle aziende di rimuovere i contenuti estremisti da siti dei social media nel giro di due ore. Azione che si è riflessa nella recente iniziativa di YouTube che ha rimosso rapidamente diversi video legati alla propaganda terroristica.

Se il Governo inglese dovesse decidere di rendere direttamente responsabili i grandi big di Internet dei contenuti pubblicati all’interno delle loro piattaforme, ciò rappresenterebbe un duro colpo per queste aziende che per la prima volta sarebbero considerate dei veri e propri editori. Le grandi realtà del web dovranno probabilmente cambiare in modo significativo le procedure per rimuovere i contenuti incriminati o rischieranno seriamente sanzioni, procedure civili ed addirittura cause penali nei casi più gravi.

Non è chiaro quanto potrebbero dover pagare, tuttavia più che il valore economico della multa peserebbe per queste aziende la pressione politica che eserciterebbe su di loro il Governo inglese.

Attualmente, big come Facebook e Twitter hanno posto in essere diverse misure per risolvere il problema del razzismo, degli estremisti e delle fake news all’interno delle loro piattaforme, ma i risultati non sono ancora del tutto positivi.

Se il Governo inglese li terrà responsabili dei contenuti condivisi all’interno delle loro piattaforme, molte cose dovranno cambiare.

Fonte: The Guardian • Immagine: Bloomicon via Shutterstock