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Facebook distrugge la società? La risposta ufficiale

Facebook ha insolitamente risposto all'attacco del suo ex dirigente Chamath Palihapitiya senza tuttavia smentire quanto affermato: ecco la curiosa risposta

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A poche ore dalle dure parole di Chamath Palihapitiya sul fatto che Facebook stia distruggendo la società e il suo funzionamento, l’azienda capitanata da Mark Zuckerberg è intervenuta con una risposta ufficiale per difendersi dall’attacco, azione piuttosto insolita per Facebook soprattutto se si considera quanto dichiarato, che non smentisce del tutto le affermazioni del suo ex dirigente.

La risposta fornita da un portavoce della compagnia potrebbe sorprendere dato che lascia intendere che Facebook è oggi ben lontana da quella società per cui Palihapitiya ha lavorato anni fa, e che dunque le sue percezioni sono oramai superate:

Chamath non è in Facebook da oltre sei anni. Quando Chamath era in Facebook, eravamo concentrati sulla costruzione di nuove esperienze sui social media e sulla crescita di Facebook in tutto il mondo. All’epoca, Facebook era un’azienda molto diversa e, crescendo, ci siamo resi conto di come anche le nostre responsabilità siano cresciute. Prendiamo molto seriamente il nostro ruolo e stiamo lavorando duramente per migliorare.

Le osservazioni di Chamath Palihapitiya hanno attirato l’attenzione di tutti i media e generato clamore sui social, soprattutto poiché l’ex dirigente per la crescita degli utenti ha detto di sentirsi “tremendamente in colpa” per il servizio che ha contribuito a creare, un servizio che facendo leva su cicli di feedback a breve termine quali like, cuori e le altre reaction rilascia piccole dosi di dopamina nel corpo creando dipendenza nelle persone e stravolgendo il tessuto sociale di come funziona la società. Appare indubbiamente curioso che Facebook non abbia smentito e che anzi abbia riconosciuto il fatto che la piattaforma abbia degli effetti negativi sui propri utenti.

In tal senso, Facebook ha voluto sottolineare il suo lavoro e la ricerca che sta svolgendo con esperti e accademici esterni per comprendere meglio questi effetti che derivano dall’attaccamento delle persone ai social media, oggi in grado di influenzare l’umore, di indebolire l’opinione pubblica e di generare una vera e propria dipendenza. “Siamo disposti a ridurre la nostra redditività per assicurarci che vengano effettuati gli investimenti giusti” in tal senso, afferma Facebook.

Qualche settimana fa, Mark Zuckerberg aveva cercato di sottolineare questo punto agli investitori spiegando che “proteggere la comunità è più importante che massimizzare il nostro profitto”. Vi è da specificare, però, che nonostante gli sforzi che Facebook sta impiegando nella lotta alla diffusione delle notizie false e alle altre forme d’abuso della piattaforma, quanto fatto ancora non basta, non è sufficiente: 1,3 miliardi di persone usano Facebook ogni giorno, la responsabilità verso la società è altissima.

Fonte: The Verge • Immagine: Javi Az / Shutterstock.com