QR code per la pagina originale

Ologrammi e audio 3D per The Pink Floyd Exhibition

Si apre al MACRO di Roma la mostra The Pink Floyd Exhibition Their Mortal Remains: un percorso tra rock e psichedelia, accompagnati da musica e tecnologia.

,

I Pink Floyd, tecnologicamente all’avanguardia, lo sono sempre stati. Fin da quando alla fine degli anni ’60 la carica psichedelica dei loro live era amplificata da rudimentali giochi di luce creati facendo colare della pittura su lampadine incandescenti o quando nel 1967 al Games for May di Londra per primi sperimentarono l’impiego di un sistema di speaker quadrifonico, con quattro altoparlanti posizionati agli angoli della sala per generare un suono proveniente da ogni direzione. Insomma, un surround allo stato embrionale.

Da allora è trascorso oltre mezzo secolo, ma lo stesso piglio innovativo e avanguardistico sopravvive in The Pink Floyd Exhibition: Their Mortal Remains, mostra dedicata alla formazione inglese allestita al MACRO di Roma (dal 19 gennaio all’1 luglio). Sarà l’occasione per i fan italiani di poterla visitare, dopo la figuraccia organizzativa che nel 2014 ha portato a cancellare l’allestimento previsto a Milano. Un percorso creato in modo tale da prendere per mano il visitatore e accompagnarlo dentro la storia del gruppo, in modo interattivo, un tuffo nella carriera di una delle più grandi e importanti rock band di sempre.

Massiccia la presenza della tecnologia: in una stanza dedicata a The Dark Side of the Moon ad esempio prende vita un ologramma 3D dell’iconica copertina firmata dallo studio Hipgnosis di Storm Thorgerson, mentre la componente sonora è supportata dal sistema Sennheiser AMBEO 3D a 9.1 canali (solitamente implementata nelle applicazioni di realtà virtuale). All’interno della Performance Zone, invece, i visitatori si trovano in uno spazio immersivo in cui viene ricreata la performance che ha visto il quartetto insieme per l’ultima volta nel 2005 sul palco del Live 8 a Londra.

La mostra Their Mortal Remains restituisce all’arte dei Pink Floyd una componente aggiuntiva, fisica e di interazione, nell’era dello streaming dove la fruizione della musica rischia talvolta di divenire un’esperienza piatta, quasi passiva. Un omaggio alla produzione di un gruppo da sempre innovativo, che prende vita attraverso l’innovazione.

Fonte: Museo MACRO • Immagine: PeterHermesFurian / iStock