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Facebook, maggiore personalità ai chat bot

Il team di ricerca di Facebook sta lavorando per dare maggiore personalità e coerenza ai chat bot sino ad ora troppo freddi ed imprecisi.

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Facebook vuole dare maggiore personalità ai chat bot per renderli maggiormente “umani”. I chat bot, si ricorda, sono programmi che simulano la conversazione tra un essere umano ed un computer. Programmi che interagiscono come fossero quindi delle persone vere e proprie all’interno delle chat per rispondere alle domande degli utenti in carne ed ossa. Il social network, dunque, vuole provare ad “umanizzare” questi chat bot ed il suo team di ricerca ha tentato un nuovo approccio per dare a questi bot maggiore naturalezza.

Molti moderni chat bot sono addestrati utilizzando espressioni prese dai film. Questo porta, prevedibilmente, a risposte non sempre coerenti con il contesto delle chat. Per risolvere questo problema, dunque, il team di ricercatori di Facebook ha deciso di addestrare le intelligenze artificiali utilizzando un proprio set di dati preso dal Mechanical Turk di Amazon e composto da oltre 160.000 linee di dialogo. Il Mechanical Turk è una servizio internet di crowdsourcing che permette ai programmatori informatici di coordinare l’uso di intelligenze umane per eseguire compiti che i computer non sono ancora in grado di fare.

L’aspetto interessante di questi dati è che Amazon, nel tentativo di generare personaggi più coerenti, ha creato una mini biografia per ogni bot. Una scelta che serve a dare un po’ più struttura e coerenza alle conversazioni. Il team di Facebook ha, quindi, dato in pasto questi dati, notando che le conversazioni dei loro chat bot miglioravano sensibilmente. Ovviamente la perfezione è ancora molto lontana ma sicuramente è stato fatto un importante passo in avanti.

Trattasi di un progetto di ricerca che al momento non avrà implicazioni in servizi reali. Tuttavia, è difficile che Facebook ignori quanto abbia imparato da questi test. Sebbene il social network abbia deciso di chiudere il suo assistente Facebook M, sicuramente non ha smesso di studiare e sviluppare i chat bot che in un futuro potrebbero essere utilizzati in altri servizi.

Fonte: Engadget • Immagine: coffeekai via iStock