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5G, le prime regole dell’asta per le frequenze

AGCOM ha presentato le prime regole della futura asta del 5G che permetterà agli operatori di poter acquistare le licenze per le nuove reti.

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Il 5G italiano entra nel vivo. AGCOM ha finalmente annunciato il via alla consultazione pubblica in cui è presente la prima bozza delle regole e delle procedure per l’asta delle frequenze del 5G. Trattasi di una bozza, di un’idea di massima dell’AGCOM su come dovrebbe svolgersi l’asta che sarà adesso sottoposta al parere degli operatori del settore. Tutti i soggetti interessati ad esprimere un giudizio su questa prima versione del regolamento dell’asta del 5G avranno 30 giorni per farlo. Successivamente, la consultazione sarà chiusa e AGCOM emanerà il regolamento ufficiale.

L’asta del 5G è un evento a cui guarda con interesse anche il Governo italiano visto che ci si aspetta che renda almeno 2,5 miliardi di euro. A titolo di confronto, l’asta per le frequenze del 4G fruttò alla casse statali ben 4 miliardi di euro. Sebbene i tempi siano molto diversi, i 2,5 miliardi di euro di ricavato minimo sono abbastanza plausibili anche perchè saranno messe all’asta frequenze pregiate come quelle da 700 MHz che saranno tolte alle emittenti televisive. Queste frequenze serviranno prevalentemente per consentire agli operatori di coprire con il 5G ampie fette del territorio. All’asta saranno messe anche ampie porzioni di spettro di frequenze da 3600-3800 MHz e da 26 GHz che serviranno, invece, per consentire il raggiungimento di velocità più alte a fronte, però, di un raggio di copertura inferiore.

Tuttavia, le frequenze da 700 MHz saranno disponibili solo dal 2022 e questo fa ben intuire che solo da questa data il 5G italiano potrà davvero prendere piede, sebbene gli operatori intendano partire già dal 2019/2020 in alcune città sfruttando le altre frequenze.

Chi si aggiudicherà le frequenze potrà utilizzarle sino al dicembre 2037 con la possibilità di rinnovo per ulteriori soli 8 anni. Questa scelta è stata fatta per non cristallizzare il mercato e renderlo meno competitivo, soprattutto se in futuro dovessero subentrare nuovi player.

Per quanto riguarda le regole dell’asta, l’AGCOM ha previsto un limite sulla quantità delle frequenze che un operatore può aggiudicarsi. Inoltre, verrà riservato un lotto combinato di frequenze da 700 Mhz e 2.6 GHz per eventuali nuovi player del mercato. AGCOM ha scelto di riservare queste bande perchè consentirebbero, per loro natura, di realizzare una rete 5G in minore tempo grazie alla necessità di dover installare un numero basso di siti per realizzare un buon grado di copertura.

AGCOM ha previsto anche l’uso condiviso e dinamico delle frequenze da 3.6-3.8 e 26 GHz. Questo significa che gli operatori potranno utilizzare le frequenze altrui che in quel momento non sono utilizzate.

L’appuntamento dell’asta del 5G è il primo passo fondamentale per la realizzazione su scala nazionale di una nuova rete che sarà in grado di abilitare servizi di nuova generazione in tantissimi ambiti come le Smart City, la mobilità connessa, l’industria 4.0 e tanto altro ancora.

Fonte: La Repubblica • Immagine: Tanaonte via iStock