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ZTE, ban negli USA: potrebbe anche perdere Android

Il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti vieta alle aziende americane di vendere parti e software a ZTE e ciò potrebbe significare addio ad Android.

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Il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha vietato oggi alle aziende americane di vendere parti e software a ZTE per la durata di sette anni, una mossa dura nei confronti dell’azienda cinese scatenata in seguito alla violazione di un accordo da parte di ZTE, dichiarata colpevole di aver spedito e venduto illegalmente in Iran.

Secondo quanto riportato da Reuters, nelle scorse ore un regolatore delle telecomunicazioni statunitense ha proposto nuove regole che impediscono ai programmi governativi da acquistare da società che rappresenterebbero una minaccia per la sicurezza delle reti di telecomunicazioni statunitensi. Ciò probabilmente danneggerà l’azienda; inoltre, la decisione del Dipartimento di Commercio significherebbe anche che ZTE potrebbe non essere più in grado di utilizzare il sistema operativo Android nei suoi dispositivi mobile, dato che Google è una compagnia statunitense. Secondo Reuters, ZTE e Alphabet Inc. (proprietaria del marchio Google) avrebbero già avuto delle discussioni sull’impatto di tale divieto, ma non sarebbe ancora stata presa alcuna decisione.

Il rapporto non specifica comunque quale versione di Android sia vietato a Google di concedere in licenza a ZTE: il sistema operativo mobile in questione è infatti open source, il che renderebbe improbabile un divieto e, in ogni caso, la compagnia cinese potrebbe utilizzarne il codice sorgente per creare un software proprietario modificato. In alternativa, il divieto imposto dal Dipartimento del Commercio USA potrebbe essere applicato alla suite di app dei servizi mobile di Google, che include in particolare il Google Play Store.

«ZTE è a conoscenza dell’ordine di diniego attivato dal Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti», ha detto la società in una dichiarazione fornita in queste ore. «Al momento, la società sta valutando l’intera gamma di potenziali implicazioni che questo evento ha sulla società e sta comunicando in modo proattivo con le parti interessate al fine di rispondere di conseguenza».

Come anticipato in apertura, il divieto arriva dopo che ZTE si è dichiarata colpevole l’anno scorso di aver spedito illegalmente attrezzature americane in Iran e in Corea del Nord, accettando di pagare sanzioni fino a 1,2 miliardi di dollari. «Questo è un duro colpo per ZTE e per alcuni dei suoi principali fornitori, considerando la sua dipendenza nei confronti di prodotti e software americani», ha detto Douglas Jacobson, uno degli avvocati che rappresenta i fornitori ZTE. «Diventerà certamente più difficile per loro produrre, e questo potrebbe portare alla compagnia un significativo impatto sul breve e sul lungo termine».

Sui propri smartphone e altri prodotti di elettronica, ZTE ha spesso utilizzato componenti realizzate da compagnie americane, come Qualcomm, Intel e Google. Ad esempio, solo per quanto concerne i processori, ZTE spedisce circa 45 milioni di telefoni all’anno e metà dei chipset utilizzati in queste unità sono proprio di Qualcomm.