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Microsoft, la blockchain per pagare le royalties

Microsoft e Ernst & Young offriranno un servizio per il pagamento delle royalties e dei diritti d'autore basato sulla blockchain.

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Microsoft ha stretto un accordo con Ernst & Young per dimostrare che esistono reali usi della tecnologia blockchain, in particolare all’interno del settore business, offrendo alle aziende un modo per gestire i diritti d’autore e le royalties. Sebbene il sistema sia stato progettato per servire qualsiasi settore che si occupa di licenze, di proprietà intellettuale e di pagamenti di royalties, l’industria del gioco che coinvolge autori, compositori, fotografi, produttori di video, sviluppatori e case di produzione, fungerà da banco di prova.

Ubisoft, partner di lunga data di Microsoft nel settore del gaming, intende testare il sistema, che si basa su Quorum, un protocollo della blockchain e sull’infrastruttura cloud Azure di Microsoft. La speranza è che la tecnologia di pagamento possa semplificare la gestione dei contratti e dei canoni. Microsoft ed Ernst & Young affermano che il loro progetto permetterà una maggiore fiducia e trasparenza tra gli attori del settore, ridurrà significativamente le inefficienze operative nei processi di gestione dei diritti e delle royalties ed eliminerà la necessità di costose riconciliazioni tra i partner.

Questa innovativa piattaforma offrirà informazioni quasi in tempo reale sulle transazioni di vendita, informazioni che tendono ad essere utili per l’analisi del marketing.

Se questi test daranno esito positivo, Microsoft intende offrire questa piattaforma anche agli altri suoi partner nel settore del gaming.

Secondo il gigante del software, questa soluzione basata sulla blockchain consentirà di gestire in modo efficiente elevati volumi di dati oltre ad automatizzare i processi, migliorando allo stesso tempo la soddisfazione dei partner.

Trattasi di un progetto interessante che se effettivamente darà gli esiti che le due aziende si aspettano potrebbe, in futuro, rivoluzionare il settore dei pagamenti dei diritti d’autore.

Fonte: The Register • Immagine: Iaremenko via iStock