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Facebook assume per tutelare i diritti umani

Facebook assume per garantire la tutela dei diritti umani e della pace e guidare le indagini su coloro i quali li violano alimentando, online, atrocità.

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Da un annuncio di lavoro appena pubblicato si apprende che Facebook sta cercando di assumere un direttore della politica sui diritti umani, un professionista con grande esperienza che si unirà al team di Menlo Park o di Washington DC per sviluppare approcci che promuovono i diritti umani e la pace e guidare le indagini su coloro i quali li violano alimentando atrocità.

«Assumiamo un direttore della politica sui diritti umani per condurre indagini sulle persone che abusano delle nostre piattaforme, coordinare lo sforzo a livello aziendale sulla prevenzione dei conflitti e la costruzione della pace e consigliare i team di prodotto per fare di Facebook una forza positiva per i diritti umani», si apprende dall’annuncio su Twitter effettuato da Sara Su, Product Manager di Facebook.

Come requisiti minimi, Facebook richiede oltre 12 anni di esperienza in materia di politiche pubbliche, diritti umani, prevenzione dei conflitti, libertà di espressione e competenze tecnologiche. Il nuovo direttore avrà numerose responsabilità, tra cui quella di coordinare e consigliare i vari team Facebook nel mondo al lavoro sui diritti umani, sulla prevenzione dei conflitti, costruzione della pace e progetti correlati; dovrà collaborare con i team di prodotto, di politiche pubbliche, delle community e della sicurezza, nonché con gli stakeholder esterni, così da monitorare le situazioni di conflitto per problemi di policy che interessano l’azienda; dovrà collaborare con gli stessi team per identificare gli attori che cercano di abusare delle piattaforme di proprietà Facebook, e formulare le norme che regolano il comportamento degli utenti, degli inserzionisti e degli sviluppatori di terze parti che operano su Facebook.

Che Facebook voglia assumere un direttore per le politiche sui diritti umani non sorprende. Negli ultimi anni l’azienda ha dovuto affrontare feroci critiche per la sua incapacità di assumersi maggiori responsabilità nella diffusione della disinformazione e dell’odio nella sua piattaforma. Sei organizzazioni hanno infatti bombardato il social per aver impiegato più di un anno a rispondere alla disinformazione che ha contribuito a alimentare il genocidio di Rohingya in Myanmar, dunque la compagnia non vuole chiaramente ritrovarsi in quella posizione. Allo stesso tempo è un riconoscimento che gli sforzi aziendali per frenare le fake news non influenzeranno solo i risultati elettorali: in alcuni casi, le nuove mosse potrebbero salvare vite umane e proteggere la dignità umana di base e i diritti fondamentali.

L’annuncio di lavoro di Facebook per un responsabile delle politiche sui diritti umani include l’impegno della società di essere «appena all’inizio» riferendosi alla sua già dichiarata mission di aiutare le persone a «costruire comunità più forti».

Fonte: Facebook Careers • Immagine: nito100 | iStock