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L’estorsione hard corre in Rete, ma è una truffa

Molti utenti stanno ricevendo via mail una richiesta di pagamento per evitare la pubblicazione di propri video compromettenti: si tratta di una truffa.

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Sta generando comprensibile apprensione una mail ricevuta negli ultimi giorni da molti utenti italiani, spaventati dalla possibilità che i loro segreti più intimi possano diventare di pubblico dominio. Eppure si tratta di un bluff, di un tentativo di estorsione, orchestrato per truffare quei navigatori più apprensivi. La rassicurazione arriva però dalla Polizia Postale, pronta a sottolineare come il contenuto di queste missive sia falso, quindi da ignorare.

La metodologia non è di certo nuova, poiché numerosi sono i casi analoghi che si sono susseguiti nel corso degli ultimi anni, ma riesce comunque a far presa sull’utente puntando su emozioni come la paura, la vergogna e l’ansia. Nella mail incriminata, ricevuta da molti italiani nelle ultime ore, sconosciuti affermano di essere entrati in possesso di materiale scottante sull’utente, dopo la frequentazione di un sito per adulti. I malintenzionati sottolineano di aver a disposizione un video compromettente, un atto di autoerotismo di cui il navigatore è protagonista, registrato di nascosto dalla webcam durante la fruizione di siti porno, grazie a un complesso virus. Minacciando di diffondere le immagini ad amici, parenti e colleghi, viene quindi richiesto il pagamento di 300 euro in Bitcoin.

La missiva elettronica ha generato una più che comprensibile apprensione da parte degli utenti, molti dei quali si sono rivolti allarmati alle autorità, ma in realtà i malintenzionati in questione non sono in possesso di alcun materiale scabroso. Si tratta di un vero e proprio tentativo di pesca a strascico: dopo aver recuperato una lista di indirizzi, poiché presenti in elenchi pubblici o sottratti illecitamente dai database di servizi ai quali si è iscritti, la mail è stata inviata a tutti i contatti nella speranza di catturare qualche utente nella truffa. Capire come è molto semplice: la fruizione di siti hard legali è molto diffusa fra gli adulti, quindi la probabilità che qualche navigatore si riconosca nella falsa descrizione fornita è molto alta.

Nunzia Ciardi, capo della Polizia Postale, conferma come non vi sia nulla di vero nella mail in questione, tanto da invitare gli utenti a ignorarla, così come riporta Repubblica:

Abbiamo ricevuto centinaia di chiamate di persone preoccupate e altrettante denunce da tutta Italia. Non c’è nulla di vero, qualsiasi pagamento è inutile e ci rende ulteriormente vulnerabili a nuovi raggiri.

È importante specificare come non si debba mai corrispondere la cifra richiesta, poiché potrebbe aprire le porte a nuovi, e più mirati, tentativi di truffa: i malfattori, trovato un utente disposto a pagare, continueranno nel tempo a richiedere ulteriori pagamenti, diventando di volta in volta più insistenti e aggressivi.

Fonte: Repubblica • Immagine: Odua Images via Shutterstock