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Lo streaming spinge l’acquisto di vinili

L'universo dello streaming musicale spinge l'acquisto dei vinili, per due modalità d'ascolto complementari anziché antitetiche.

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Lo streaming musicale è stato accusato, da più parti nel corso degli ultimi anni, di essere il principale responsabile della morte dei formati fisici, in particolare i CD. Eppure, nel corso del 2018 la possibilità di ascoltare musica in Rete sembra aver sospinto il successo di un vecchio formato, incentivandone le vendite: il vinile. A quanto pare, gli utenti scoprono nuovi artisti su piattaforme come Spotify e Apple Music, per poi correre nei negozi di dischi – o affidarsi agli store online – per acquistarne l’intera discografia su 33 giri.

A confermare questa tendenza è Engadget, analizzando i dati per il 2018 resi noti dalla RIAA, la Recording Industry Association of America. Negli Stati Uniti, il 75% dei guadagni dell’industria musicale è giunto proprio dalle piattaforme di streaming, mentre il vinile ha proseguito nella sua resurrezione cominciata qualche anno fa, attestandosi su guadagni di ben 2 milioni di dollari. Queste due realtà sarebbero però del tutto complementari anziché antitetica, così diversi esperti hanno confermato alla recente conferenza Making Vinyl di Detroit.

Secondo gli addetti del settore, il vinile rimane un modo affascinante – ma certamente poco comodo – di ascoltare la musica. Considerata questa scomodità, e l’investimento necessario per acquistare un disco, gli utenti si affiderebbero alle piattaforme di streaming per orientare le loro scelte. Dopo aver scovato nuovi album su Spotify e affini, e aver effettivamente comprovato il loro gradimento, i clienti si orienterebbero con più serenità nell’acquisto di vinili. In altre parole, lo streaming rappresenta un formato “di scoperta”, mentre il vinile un formato “da collezione”.

Così come sottolinea Caren Kelleher, fondatrice e presidente di Gold Rush Vinyl, l’accoppiata tra streaming e 33 giri risulta inoltre virtuosa per gli artisti dal punto di vista economico. Secondo alcuni dati forniti durante la sopracitata conferenza, infatti, servono 2.5 milioni di riproduzioni su YouTube e 368.000 ascolti su Spotify per raccogliere lo stesso guadagno dalla vendita di 100 vinili. Di conseguenza, il fatto che lo streaming stia sempre più stimolando l’acquisto del supporto analogico, è a tutto vantaggio dell’industria, in particolare per i musicisti più di nicchia.

Nel mentre, la convivenza di questi due universi sta spingendo anche l’industria verso un miglioramento delle stampe. Proprio poiché gli ascoltatori sono abituati alla musica digitale, ricercano anche un’esperienza simile su disco, senza fruscii e rumori di riproduzione troppo evidenti. Un proposito che può essere raggiunto innanzitutto dotandosi di impianti di qualità e provvedendo a una costante pulizia dei dischi, ma anche tramite nuovi sistemi di stampa – definiti, forse impropriamente, HD – che minimizzano le distorsioni già in fase di incisione.

Fonte: Engadget • Immagine: Unsplash