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Microsoft, Project Bali per proteggere la privacy

Microsoft sta lavorando su un progetto chiamato Bali, cioè su di una banca dati per consentire agli utenti di proteggere la loro privacy.

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Sulla scia di tutte le controversie che circondano Facebook e il suo utilizzo dei dati dell’utente, Microsoft sta lavorando a un nuovo progetto che presumibilmente aiuterà gli utenti a ottenere il controllo sui loro dati. Il nuovo progetto, nome in codice Bali, è ciò che Microsoft chiama una banca dati personale.

L’idea alla base del progetto si basa sul concetto di Inverse Privacy, pubblicato per la prima volta dai ricercatori Microsoft nel 2014. Il documento afferma essenzialmente che i dati personali sono inversamente privati ​​se una terza parte ne ha accesso mentre il proprietario originale dei dati non ne ha accesso. Project Bali punta a risolvere questo problema e consentirà innanzitutto di aggregare i dati personali dei vari siti Web anche se non è chiaro esattamente quali siano i siti Web attualmente supportati e li memorizzerà all’interno della banca dati che è Project Bali. Gli utenti saranno anche in grado di visualizzare i dati.

In futuro Microsoft vuole offrire agli utenti un maggiore controllo sui propri dati, in modo da poterli anche condividere e persino monetizzarli. L’ultima parte è piuttosto sorprendente e sarebbe interessante vedere esattamente come Microsoft prevede di consentire agli utenti di guadagnare denaro monetizzando i propri dati personali, soprattutto considerando tutte le controversie che circondano le aziende che utilizzano i dati delle persone per guadagnare dalla pubblicità.

ZDNet ha riferito che Project Bali richiede attualmente un codice di accesso per funzionare, e Microsoft deve ancora annunciare ufficialmente il progetto.

Project Bali è disponibile come beta privata ed è probabile che Microsoft impiegherà del tempo per rendere le cose ufficiali in quanto la privacy è una questione molto delicata al momento.

Se ne saprà di più, dunque, nel corso dei prossimi mesi.

Fonte: Thurrott • Immagine: Bloomua via Shutterstock