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Twitter, tag per distinguere il tweet originale

Twitter sta studiando e testando un tag che permetterà di distinguere l'origine e l'autore di una conversazione.

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Twitter sta testando un nuovo tag che consentirà di distinguere il tweet originale, cioè il profilo che ha iniziato una conversazione. La nuova funzionalità, che secondo TechCrunch già è disponibile per alcuni utenti, facilita la ricerca dell’autore originario del post all’interno di una conversazione. Questo tag potrebbe anche frenare alcuni tipi di abusi che avvengono spesso sulla piattaforma, consentendo di distinguere gli account che si “mascherano” con altri profili. Twitter ha confermato il test, affermando che il tag è disponibile già per una piccola percentuale di utenti su iOS e Android.

Lo scopo di Twitter è di promuovere una conversazione pubblica. Come parte di questo lavoro, stiamo esplorando l’aggiunta di più contesto alle discussioni, evidenziando le risposte rilevanti, come quelle del ‘twittatore’ originale“, ha dichiarato Sara Haider, direttore della gestione dei prodotti di Twitter.

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Servirà nel pratico anche a distinguere gli account originali da quelli con nomi simili, ma fasulli. Un inizio che sicuramente non risolverà il problema degli account falsi, abusi e fake news che circolano sulla piattaforma.

Nel frattempo Twitter ha iniziato a rendere disponibile una nuova interfaccia per gli utenti desktop. Arriva la suddivisione a due colonne, una nuova barra dei trend e l’icona delle emoji. Una semplificazione della piattaforma, troppo ostica da usare in passato. In un video pubblicato sono state illustrate tutte le novità.

In particolare la nuova sezione tendenze è stata spostata, in continuo aggiornamento in base a come cambiano i trend locali dell’utente. Con un pulsante si possono inserire anche le emoji direttamente nel tweet. C’è poi un icona per allegare immagini, video e GIF, ma si può creare anche un sondaggio o condividere la propria posizione. Dei cambiamenti in realtà estremamente semplici e attesi da tempo. Addio quindi alle tre colonne su desktop, generavano troppa confusione.