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Riconoscimento facciale, crudele negarlo

Brad Smith, presidente di Microsoft, ha affermato che sia crudele negare l'utilizzo del riconoscimento facciale ai governi a patto di avere regole giuste.

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Microsoft torna sulla delicata questione del riconoscimento facciale di cui aveva già parlato Satya Nadella verso la fine dello scorso gennaio. Questa volta ad intervenire sull’argomento è un altro big di Microsoft e cioè Brad Smith, presidente esecutivo della società americana. Il dirigente del gigante del software ha affermato che impedire ai governi di utilizzare i software di riconoscimento facciale sarebbe “crudele”. Questa affermazione è stata riportata da Business Insider che ha voluto intervistare il presidente della casa di Redmond su questo dibattuto tema dopo che più di 85 gruppi per i diritti umani avevano scritto a Microsoft, Amazon e Google il mese scorso chiedendo di smettere di vendere software per il riconoscimento facciale al settore pubblico, temendo che porti alla sorveglianza governativa.

Brad Smith ha respinto l’idea che i governi e le forze dell’ordine debbano rinunciare alla tecnologia del riconoscimento facciale. Tale tecnologia, infatti, può portare anche a benefici importanti. Il presidente di Microsoft, al riguardo, ricorda il National Human Genome Research Institute che sta utilizzando il riconoscimento facciale per migliorare la diagnosi della sindrome di DiGeorge, una rara malattia genetica presente negli africani, asiatici e latino americani. Inoltre, in India, la polizia di Nuova Delhi ha utilizzato questa tecnologia per cercare di rintracciare 5.000 bambini scomparsi. Un progetto, però, che alcuni report avrebbero messo in discussione visto che sembrerebbe non aver portato ad alcun riscontro positivo.

Il baricentro del problema, per Brad Smith, così come per Satya Nadella, è la corretta regolamentazione dell’uso della tecnologia del riconoscimento facciale.

Ci sono alcuni usi del riconoscimento facciale che dovrebbero destare preoccupazione e dovrebbero indurre tutti a procedere lentamente e con cautela. Questo è certamente quello che stiamo facendo e siamo molto preoccupati per le situazioni in cui la tecnologia di riconoscimento facciale possa essere utilizzata per causare pregiudizi o discriminazioni.

Siamo preoccupati per alcuni scenari che coinvolgono le forze dell’ordine o i governi di alcuni Paesi che non rispettano pienamente i diritti umani, quindi abbiamo messo in atto dei principi e dei provvedimenti in modo da non concedere in licenza questa tecnologia in modo che noi o il mondo non avremo a pentircene.

In un post pubblicato l’anno scorso sul blog della società, Smith aveva esposto i principi di Microsoft su come autogestire il proprio lavoro riguardo la tecnologia del riconoscimento facciale. Smith aveva detto che Microsoft proibirà l’uso della tecnologia per pratiche discriminatorie ed illegali.

Le aziende tecnologiche devono agire in modo proattivo perché non possiamo aspettarci che il mondo intero risponda a questa chiamata, quindi abbiamo bisogno di mettere in pratica i principi.

Fonte: Business Insider • Immagine: wonry via iStock