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Tokyo 2020, smartphone usati diventano medaglie

Gli organizzatori delle Olimpiadi di Tokyo 2020 hanno pubblicato i dati sulla raccolta di spazzatura elettronica che verrà usata per produrre le medaglie.

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Gli atleti che parteciperanno alle Olimpiadi di Tokyo 2020 potranno ricevere medaglie ottenute dalla spazzatura elettronica. Il progetto avviato ad aprile 2017 ha riscontrato un grande successo, pertanto gli organizzatori credono che gli obiettivi prefissati verranno sicuramente raggiunti entro il 31 marzo 2019, data in cui terminerà la raccolta dei dispositivi.

Il governo giapponese e gli organizzatori delle prossimi Olimpiadi estive hanno chiesto la collaborazione dei cittadini per migliorare la sostenibilità ambientale e ridurre i costi. Nei negozi dell’operatore telefonico NTT DoCoMo, negli uffici postali e in altri luoghi pubblici sono stati aperti numerosi centri di raccolta dove è possibile consegnare smartphone vecchi o rotti e altri dispositivi elettronici. In base ai dati più recenti è stata quasi raggiunta la quantità minima di metalli necessari per produrre le 5.000 medaglie che verranno consegnate ai vincitori.

Da aprile 2017 ad ottobre 2018 sono state raccolte 47.488 tonnellate di e-waste e circa 5 milioni di smartphone usati. Le aziende incaricate dal governo hanno ricavato finora 28,4 Kg di oro sui 30,3 Kg necessari (93,7%), 3.500 Kg di argento sui 4.100 Kg necessari (85,4%) e tutto il bronzo necessario, ovvero 2.700 Kg. Secondo gli organizzatori, la restante quantità di oro e argento verrà sicuramente raccolta entro il 31 marzo.

Il Comitato Olimpico Internazionale richiede che le medaglie d’oro contengano almeno sei grammi del prezioso metallo e il 92,5% di argento. Il valore di una medaglia d’oro consegnata alle Olimpiadi invernali di PyeongChang era di circa 570 dollari. Per ricavare oro, argento e bronzo dai dispositivi elettronici è necessario un lungo processo che prevede diverse fasi. Questo è il risultato finale nel caso dell’oro: