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Twitter, nuove regole per le pubblicità politiche

Twitter segue Google e Facebook con regole specifiche per contrastare le fake news in vista delle elezioni europee 2019.

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Non solo Google e Facebook, anche Twitter scende in campo per la lotta alle fake news, soprattutto in vista delle elezioni europee del prossimo maggio. Il social network ha annunciato che espanderà i controlli sulle pubblicità politiche anche fuori dagli USA, estendendoli all’Australia, India e a tutti i membri dell’Unione europea.

Questo significa che chiunque desideri pubblicare annunci politici sulla piattaforma in queste specifiche regioni dovrà prima passare attraverso un processo di certificazione, per dimostrare la propria identità e confermare la sua provenienza.

L’applicazione di questa nuova politica prenderà il via nelle tre regioni dall’11 marzo, ha detto Twitter in un post sul blog. “Gli inserzionisti politici devono ora richiedere la certificazione e passare attraverso ogni fase del processo“, avvisa.

L’azienda ha aggiornato lo scorso anno le linee guida: lo scopo è rendere più difficile a entità straniere di inquinare le elezioni e in generale le opinioni di chi deve votare a breve. Dall’11 marzo quindi chi vuole iniziare una campagna pubblicitaria a sfondo politico su Twitter dovrà accreditarsi. Verificata l’identità, Twitter invierà un codice alla sede al soggetto per assicurarsi che si tratti di un’entità con sede ad esempio nell’Unione europea.

Inoltre Twitter userà un gruppo di esperti legali, di sicurezza informatica e data scientist per limitare le intrusioni esterne. Il team policy farà anche un tour in Europa per conoscere i candidati e parlamentati dei diversi Stati, per fornire loro anche informazioni su come condurre una campagna politica sulla piattaforma.

Durante i prossimi mesi Twitter dovrà dimostrare di tenere sotto controllo il dilagare della disinformazione a scopo politico, per questo sta attivando queste nuove regole al di fuori degli Stati Uniti. Con un bacino di utenza di 300 milioni di account, molti meno rispetto a Facebook, rimane comunque uno dei social preferito dai politici per annunci e varie comunicazioni.

Fonte: TechCrunch • Immagine: Tero Vesalainen via Shutterstock