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Facebook chiude Onavo VPN dopo lo scandalo privacy

In seguito alle polemiche scatenate da Facebook Research l'azienda decide di togliere l'app anche dal Play Store.

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Facebook ha cancellato l’app Onavo VPN su Android da Google Play, dopo che mesi fa è stata eliminata anche da iOS, in seguito agli ennesimi scandali legati alla privacy degli utenti. Onavo era tecnicamente un’app che prometteva di limitare ad altre applicazioni di usare troppi dati, proteggendo quelli degli utenti dietro un network sicuro. La compagnia però l’ha usata anche per ricerche di mercato e il codice della stessa app era stato trovato anche in Facebook Research, che succhiava dati dai teenager.

Onavo ha consentito a Facebook di monitorare il tempo che le persone spendevano e i dati mobili e Wi-Fi che utilizzano per ogni app, oltre a informazioni dei siti web visitati. Mostrava anche il modello del dispositivo utilizzato. Quest’app ha raccolto i dati che hanno poi convinto Facebook ad acquistare WhatsApp, uno dei più grandi servizi di messaggistica istantanea, anche in Asia.

Una grossa perdita per quanto riguarda le ricerche di mercato, anche perché Facebook non ha solo chiuso l’app su Android, ma sta mettendo fine al programma Onavo per sempre: “Le ricerche di mercato aiutano le aziende a costruire prodotti migliori per le persone. Stiamo spostando il nostro focus sulla ricerca di mercato basata sulla ricompensa, il che significa che stiamo per concludere il programma Onavo“, ha detto un portavoce a TechCrunch.

Il social network è stato al centro di moltissime polemiche, dopo la scoperta dell’utilizzo di parte del codice di Onavo per costruire la nuova applicazione chiamata Facebook Research. Questa paga gli utenti per accedere completamente ai loro dati. L’applicazione notificava ai partecipanti il monitoraggio delle loro attività in cambio di carte regalo, ma imponeva di installare un certificato enterprise.

Apple autorizza solo gli sviluppatori ad usare questo certificato, per questo è stata cancellata. Facebook continuerà a pagare gli utenti per accedere alle loro informazioni, ma studierà un modo per non violare le regole delle varie piattaforme.

Fonte: TechCrunch