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Netflix non traccia l’orientamento sessuale

Netflix non monitora l'orientamento sessuale dell'abbonato per i propri servizi di raccomandazione: è quanto conferma l'azienda in un tweet.

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Netflix non usa l’orientamento sessuale – oppure altri elementi come l’etnia, il credo religioso o il genere – per stabilire quali show raccomandare ai propri utenti. È la stessa società a confermarlo in un tweet, a seguito di una discussione apparsa sui social network negli scorsi giorni. Un dubbio reso pubblico da alcuni utenti, i quali si sono accorti come, per una recente produzione del colosso dello streaming, l’ordine delle puntate possa variare da un abbonato all’altro.

La questione ruota attorno al nuovo show “Love, Death & Roborts”: secondo quanto riferito dagli utenti della piattaforma Twitter, l’ordine delle puntate non sarebbe il medesimo per tutti gli abbonati. Procedendo per intuito, e conducendo alcune prove, i navigatori sui social network hanno quindi ipotizzato potesse essere l’orientamento sessuale a determinare la cronologia degli episodi, forse in una sorta di grande esperimento targato Netflix. Uno di questi user, Lukas Thoms, ha così commentato:

Ho appena scoperto una cosa folle. L’ordine degli episodi per la serie Netflix “Love, Death & Robots” cambia a seconda Netflix ritenga tu sia gay o etero.

Il dubbio è però stato rapidamente smentito dalla piattaforma di streaming, pronta a confermare come queste informazioni relative all’utente non vengano impiegate per i servizi di raccomandazione all’interno della piattaforma:

Non abbiamo mai avuto uno show come “Love, Death & Robots”, quindi stiamo cercando di fare qualcosa di completamente nuovo: presentare quattro diversi ordini per gli episodi. La versione che ti viene proposta non ha nulla a che fare con il genere, l’etnia o l’identità sessuale. Informazioni che non raccogliamo.

Netflix non ha però specificato quali fattori influiscano sull’ordine degli episodi, se si tratti di un’assegnazione casuale oppure se possa dipendere dagli show visti in precedenza. Non è la prima volta che il colosso sperimenta con le proprie produzioni: di recente, ad esempio, con “Bandersnatch” ha lanciato una storia interattiva, permettendo all’utente di scegliere il proprio finale.